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MINERVA MEDICA

Rivista di Medicina Interna


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Minerva Medica 2003 October;94(5):319-30

lingua: Inglese

Thyroglobulin: current aspects of its role in autoimmune thyroid disease and thyroid cancer

Okosieme O. E., Parkes A. B., Premawardhana L. D. K. E., Evans C., Lazarus J. H.


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La tireoglobulina è una grossa glicoproteina (peso molecolare: 660000) con 2 catene polipeptidiche comprendenti approssimativamente 2768 aminoacidi ciascuna. Essa svolge il doppio ruolo di pro-ormone e di ormone di accumulo degli ormoni tiroidei. La sequenza completa del gene per la tireoglobulina è stata individuata per le specie umana, murina e bovina.
La tireoglobulina costituisce uno degli autoantigeni tiroidei riconosciuti nei pazienti affetti da patologia autoimmune della tiroide. Gli anticorpi contro la tireoglobulina sono presenti nel siero dei pazienti affetti da patologia autoimmune della tiroide e talvolta anche nei soggetti sani che presentano una normale funzionalità tiroidea. Sebbene siano stati identificati almeno 40 epitopi antigenici sulla tireoglobulina umana, solamente 2 o 3 di questi si legano agli anticorpi anti-tireoglobulina. Gli studi di mappaggio degli epitopi suggeriscono che gli anticorpi anti-tireoglobulina nei pazienti affetti da patologia autoimmune della tiroide esprimono uno specifico assetto di legame, mentre gli anticorpi anti-tireoglobulina presenti nel siero degli invidi sani non mostrano tale specificità di legame. Esistono dati che suggeriscono che il processo di iodinazione possa alterare questo specifico assetto di legame degli epitopi. D'altra parte, gli anticorpi anti-tireoglobulina di classe IgG non sembrano costituire una sottoclasse ristretta. Sono stati descritti diversi frammenti di tireoglobulina in grado di indurre un risposta immune mediata dalle cellule T.
La tireoglobulina viene comunemente utilizzata nel monitoraggio postoperatorio dei pazienti con carcinoma della tiroide in stadio differenziato. Il suo utilizzo in passato era limitato dai problemi posti dalle metodiche di dosaggio, comprendenti una scarsa standardizzazione tra i diversi laboratori, una scarsa variazione tra i diversi dosaggi, una bassa sensibilità funzionale delle metodiche di dosaggio, effetti gancio e interferenza da parte degli anticorpi anti-tireoglobulina presenti nel siero dei pazienti. L'utilizzo del TSH umano ricombinante per la stimolazione della tireoglobulina prima del test ha migliorato la sensibilità dei valori di tireoglobulina nello stato di soppressione.

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