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Minerva Medica 2002 December;93(6):485-90

Copyright © 2002 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Utilità dell’ultrasonometria calcaneare nella diagnosi dell’osteoporosi da steroidi

Ponteggia M., Ponteggia F., Di Cato L., Puxeddu A., Coaccioli S.


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Obiettivo. Valutare l'utilità dell'ultrasonometria ossea calcaneare nella diagnosi dell'osteoporosi indotta dalla terapia steroidea cronica.
Materiali e metodi. Il gruppo oggetto di studio era rappresentato da 108 pazienti di sesso femminile, di razza caucasica e di età compresa tra 30 e 81 anni, affette da malattie infiammatorie (artrite reumatoide, artriti sieronegative, lupus eritematoso sistemico, sclerodermia) in terapia steroidea cronica da almeno 8 mesi a dosi medie giornaliere non inferiori a 7,5 mg di prednisolone. Il gruppo di controllo era composto da 112 pazienti di sesso femminile con caratteristiche anagrafiche e antropometriche sovrapponibili al gruppo in studio. Ogni soggetto è stato valutato con un ultrasonometro calcaneare Hologic Sahara.
Risultati. I valori ultrasonometrici medi rilevati sono stati: QUI (Quantitative Ultrasound Index) 71* (86); SOS 1324 m/sec* (1541); BUA (Broadband Ultrasound Attenuation) 61 dB/MHz (62). L'asterisco evidenzia le differenze statisticamente significative rispetto ai controlli in parentesi. QUI/Stiffness e SOS hanno raggiunto una significatività statistica in tutti i gruppi di età a confronto con i valori medi dei soggetti non in terapia steroidea. I valori del BUA non hanno dimostrato una differenza significativa anche se sono apparsi sempre inferiori ai valori medi dei controlli (tranne nella fascia di età 60-70).
Conclusioni. Il concetto di osteoporosi come malattia dovuta esclusivamente ad una riduzione della massa ossea è ormai tramontato per lasciare il posto a considerazioni che affiancano a concetti quantitativi elementi di qualità. La terapia steroidea cronica è una delle cause principali di osteoporosi. L'uso dei glucocorticoidi induce un incremento del rischio fratturativo, indipendentemente dalla densità minerale ossea (BMD) nelle varie età, che non può essere quindi spiegato solamente dalla ridotta BMD. Gli ultrasuoni potrebbero, teoricamente, fornire informazioni sulla struttura ossea e quindi sulle eventuali modificazioni della stessa dopo terapia steroidea cronica. I nostri risultati mostrano che l'ultrasonometria ossea è in grado di individuare una popolazione in terapia steroidea cronica rispetto ai controlli non trattati. BUA e SOS sono ridotti rispetto ai controlli. Dalla nostra esperienza deriva che, nei soggetti in terapia steroidea cronica maggiore importanza riveste il SOS che potrebbe fornire informazioni sulle modificazioni dell'architettura ossea.

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