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MINERVA MEDICA

Rivista di Medicina Interna


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Minerva Medica 2002 October;93(5):329-34

lingua: Inglese

Acute renal failure. Extracorporeal treatment strategies

Jörres A.


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La mortalità dell'insufficienza renale acuta resta elevata (attorno al 50-70%) nonostante i molteplici progressi compiuti nelle tecniche e nei dispositivi per la terapia sostitutiva dell'emuntorio renale nonché nei sistemi di monitoraggio e di terapia intensiva dei pazienti.
Attualmente, non è ben definito se il metodo prescelto per sostituite l'emuntorio renale, vale a dire emodialisi intermittente o emofiltrazione continua, sia in grado di influire in misura significativa sul destino di questi pazienti. Mentre i primi studi retrospettivi inducevano a ritenere che l'emofiltrazione continua potesse dare una migliore sopravvivenza e un miglior recupero della funzione renale nei pazienti acuti, indagini recenti di tipo prospettico non hanno confermato queste osservazioni.
Tuttavia, i primi studi non erano adeguatamente randomizzati in termini di gravità dell'insufficienza renale o risultavano numericamente troppo esigui pe riportare a risultati conclusivi. Nella pratica clinica, l'emofiltrazione continua viene tipicamente utilizzata per trattare pazienti con instabilità emodinamica e sovraccarico idrico. Tuttavia, se si decide di eseguire l'emofiltrazione, dovrebbe essere impiegato un volume filtrato pari ad almeno 35 ml/kg di peso corporeo ogni ora, in quanto volumi inferiori si sono dimostrati associati con una minor sopravvivenza. Un'altra controversia riguarda la scelta della membrana dializzatrice, che potrebbe influire in misura significativa sul destino dei pazienti con insufficienza renale acuta. Studi precedenti facevano ritenere che l'uso di membrane biocompatibili in questi pazienti potesse migliorarne la sopravvivenza e il grado di ripresa della funzione renale. In tempi più recenti, tuttavia, indagini cliniche allargate, di tipo prospettico e randomizzato, non hanno confermato questi risultati.
Pertanto, la scelta della membrana dializzatrice dovrebbe essere compiuta in base alle caratteristiche del singolo paziente piuttosto che rifarsi a schemi prefissati di trattamento.

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