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MINERVA MEDICA

Rivista di Medicina Interna


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Minerva Medica 2001 Agosto;92(4):251-68

lingua: Italiano

Impiego del clodronato nei disordini del metabolismo minerale. Stato dell'arte nell'anno 2000

Brandi M. L.


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Il clodronato è un bisfosfonato non aminato in grado di inibire il riassorbimento osseo.
Studi farmacologici e clinici hanno dimostrato l'efficacia del clodronato nel trattamento dell'osteoporosi postmenopausale e in tutte le condizioni di eccessivo riassorbimento osseo, quali la malattia di Paget, l'ipercalcemia tumorale maligna e le metastasi osteolitiche.
Il clodronato è l'unico bisfosfonato attualmente in commercio disponibile sia per somministrazione orale che parenterale.
La terapia con clodronato per via intramuscolare alla dose di 100 mg/settimana ha evidenziato effetti significativi sulla densità minerale ossea dopo 6 mesi in pazienti con osteoporosi post-menopausale e tali effetti si mantenevano dopo 3 anni dall'inizio della terapia.
L'aumento della massa ossea è associato ad una riduzione del rischio di insorgenza di fratture vertebrali.
In un recente studio condotto per 3 anni, si è osservato un significativo aumento della densità minerale ossea associato ad una riduzione del 46% dell'incidenza di fratture vertebrali.
La riduzione del dolore osseo esercitata dal clodronato per via parenterale è un importante valore aggiunto per l'uso di questa molecola in patologie osteopenizzanti. Inoltre i costi della terapia con clodronato, soprattutto se somministrato per via parenterale ciclica, sono certamente competitivi rispetto ad altri farmaci.
Il clodronato per via orale e per via parenterale è stato ben tollerato nei trials clinici. I più comuni eventi avversi descritti sono di tipo gastrointestinale (di solito soltanto con alte dosi e per via orale). Questi effetti erano comunque transitori e si sono generalmente risolti senza interruzioni del trattamento.
Il clodronato è un farmaco efficace e ben tollerato; in grado di inibire il riassorbimento osseo.
La bassa incidenza di effetti indesiderati a livello gastroenterico, la possibilità di avere a disposizione formulazioni per uso parenterale, l'effetto antalgico e i bassi costi rendono il clodronato una molecola di grande interesse nella prevenzione e trattamento dell'osteoporosi postmenopausale e in tutte le condizioni di eccessivo riassorbimento osseo quali la malattia ossea di Paget, l'ipercalcemia tumorale maligna, le metastasi osteolitiche e l'iperparatiroidismo.

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