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MINERVA MEDICA

Rivista di Medicina Interna


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Minerva Medica 2001 Giugno;92(3):161-6

lingua: Italiano

Cammino nel paziente parkinsoniano dopo frattura dell'anca trattata chirurgicamente

Gialanella B.


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Obiettivo. Scopi di questo lavoro sono: 1) valutare il cammino dei soggetti con morbo di Parkinson dopo intervento chirurgico per frattura di anca ; 2) confrontare il recupero dei soggetti con osteosintesi con quello dei pazienti con endoprotesi.
Metodi. Lo studio è stato condotto su 41 pazienti parkinsoniani con frattura di anca. I soggetti avevano un'età media di 76±7 (7 maschi e 34 femmine). Ventiquattro (58,5%) sono state trattate con endoprotesi (20 fratture del collo femore, 4 sottocapitate), 17 (41,5%) con intervento di fissazione interna (fratture pertrocanteriche). Prima della frattura, il 97,5% dei pazienti era capace di deambulare senza aiuto.
Risultati. Dopo trattamento riabilitativo, il 21,9% dei pazienti non era capace di camminare, il 2,4% deambulava con l'aiuto di due persone, il 24,4% con l'aiuto di una persona, il 19,4% con due canadesi, il 17,1% con un bastone e il 14,8% senza aiuto e senza ausili.
Alla fine della terapia riabilitativa, l'87,5% dei soggetti è ritornato al proprio domicilio, mentre il restante 12,5% è stato inviato a ospedale per cronici.
I livelli di cammino erano maggiori nei soggetti operati di endoprotesi (p<0,05).
Alla fine della riabilitazione, i soggetti con endoprotesi erano in grado di deambulare senza aiuto nel 62,5% e quelli operati di osteosintesi nel 35,2% dei casi.
Conclusioni. In conclusione il nostro studio ha dimostrato che: 1) il morbo di Parkinson influenza il recupero del cammino dopo frattura di femore; 2) alla fine della riabilitazione i pazienti parkinsoniani operati di endoprotesi per frattura di femore hanno livelli di cammino migliori di quelli dei soggetti operati di osteosintesi.

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