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MINERVA MEDICA

Rivista di Medicina Interna


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NOTE DI TERAPIA  


Minerva Medica 2001 February;92(1):61-8

lingua: Italiano

Trattamento con L-propionilcarnitina dell'arteriopatia obliterante degli arti inferiori in pazienti anziani

Terranova R., Luca S.


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Obiettivo. L'aterosclerosi è la più comune patologia a carico del sistema arterioso del paziente anziano e l'arteriopatia obliterante degli arti inferiori ne rappresenta una delle complicanze più invalidanti. La claudicatio intermittens, rappresenta l'espressione clinica dell'ischemia che sottende alla arteriopatia suddetta. I pazienti con tale manifestazione presentano una alterazione dell'omeostasi della carnitina che esita, in ultima analisi, attraverso vari meccanismi, in una alterazione dei processi ossidativi e compromissione della fosforilazione ossidativa del muscolo scheletrico. Per tale motivo gli Autori hanno studiato gli effetti del trattamento con L propionil carnitina (LPC) in un gruppo di pazienti anziani con claudicatio intermittens (CI).
Metodi. Sono stati studiati, in aperto, 39 pazienti anziani affetti da CI. La diagnosi era stata posta mediante eco color-Doppler arterioso degli arti inferiori e sottoposti al test al tappeto rotante. A tali pazienti i sono stati somministrati 300 mg e.v. di LPC al giorno per 2 settimane e 1 g due volte al giomo, per os, per 18 settimane, scartando tutti quei pazienti che presentavano condizioni cardiache, respiratorie o di altra natura, in grado di limitare lo sforzo fisico. Risultati. Dopo i 5 mesi di trattamento previsti si è ottenuto un miglioramento sia della distanza di comparsa della Cl (da 213±8 m a 357±13 m) che della distanza massima percorribile (da 307±12 m a 549±23 m).
Conclusioni. I risultati di questo studio hanno permesso di valutare l'efficacia del farmaco sul sintomo dolore, così gravemente invalidante relativamente alla qualità di vita dei pazienti, permettendo di aumentare la distanza massima percorribile da tali pazienti. Il farmaco ha, inoltre, documentato una notevole tollerabilità (solo due pazienti hanno riferito seppur lievi effetti collaterali rapportabili al farmaco) e sicurezza d'impiego venendo a costituire una valida terapia conservativa, non chirurgica, attuabile in tutti i pazienti con claudicatio intermittens.

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