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MINERVA MEDICA

Rivista di Medicina Interna


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Minerva Medica 2000 Novembre-Dicembre;91(11-12):275-82

lingua: Italiano

L'indice T in anziani con valore alterato di tiroxina libera e/o di tireotropina (Un nuovo indice diagnostico-terapeutico tiroideo)

Tellini U., Olivieri D., Pellizzari L.


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Obiettivo. La determinazione routinaria del livello ematico di FT4 e TSH, in una popolazione anziana ricoverata, priva di patologia tiroidea accertata, mette in evidenza alterazioni isolate, imprevedibili e talora mal interpretabili degli indici tiroidei. Gli Autori racchiudono in un unico parametro i due indici tiroidei (FT4 e TSH), utilizzando il loro prodotto, denominato «indice T». Il comportamento dell'indice T in 1257 soggetti, con valori normali di FT4 e TSH, è stato studiato in un precedente lavoro. Con tale studio era stato possibile individuare un modello teorico di distribuzione dell'indice T ed indicare un'area di «normalità» (valori fra 5,78 e 50,76), due aree di «sospetto» (valori fra 2,92 e 5,78 e fra 50,76 e 68,6), ed infine due aree di «patologia» (valori inferiori a 2,92 o superiori a 68,6). In questo lavoro si valuta invece il comportamento dell'indice T in 357 soggetti anziani ricoverati che presentano una alterazione a carico di FT4 e/o di TSH.
Metodi. I pazienti dello studio vengono suddivisi in otto sottogruppi, in relazione al tipo di alterazione degli indici tiroidei e per ogni sottogruppo viene indicato il valore medio, la deviazione standard, il valore massimo e minimo dell'indice T. Viene inoltre riportata la distribuzione dell'indice T in riferimento ai limiti (normalità - sospetto - patologia) individuati dallo studio dei soggetti normali. Risultati. L'incidenza di una o più alterazioni degli indici tiroidei, in una popolazione anziana ricoverata, è pari a circa il 20%. I quadri di laboratorio più frequenti appaiono: a) FT4 normale e TSH ridotto; b) FT4 normale e TSH elevato; c) FT4 ridotto e TSH normale. Nell'ipotiroidismo ipotalamo-ipofisario e nell'ipertiroidismo tiroideo, il valore dell'indice T risulta, spesso, inferiore a 2,92, mentre nell'ipetiroidismo ipotalamo-ipofisario e nell'ipotiroidismo tiroideo, tale indice assume valori, quasi sempre, superiori a 68,6. In presenza di TSH normale, indipendentemente dal livello di FT4, il valore dell'indice T risulta sempre compreso entro l'area di normalità. Nei soggetti con ipertiroidismo subclinico, l'utilizzo dell'indice T ci permette di suddividere i soggetti in due sottopopolazioni, una con valori di «indice T» compresi fra 2,92 e 5,78 (area sospetta) ed un'altra con valori inferiori a 2,92 (area patologia). Nei soggetti con ipotiroidismo subclinico, alcuni soggetti mostrano valori di «indice T» compresi fra 50,76 e 68,6 (area sospetta), altri invece valori superiori a 68,6 (area patologia).
Conclusioni. L'utilizzo dell'indice T appare molto interessante nei soggetti che presentano un quadro laboratoristico di ipotiroidismo subclinico o di ipertiroidismo subclinico. Il valore dell'indice T potrebbe rappresentare, in questi casi, un utile ausilio per stabilire se sia opportuno iniziare una terapia farmacologica, sostitutiva o soppressiva o se sia invece più corretto limitarsi ad una vigile attesa.

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