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Rivista di Medicina Interna


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Minerva Medica 2000 September;91(9):191-228

Copyright © 2000 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Psoriasi complicata da grave osteoartropatia psoriasica mutilante (Caso clinico e rassegna della letteratura)

Iannello S., Camuto M., Cavaleri A., Fagone S., Belfiore F.


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Scopo di questo studio è discutere, alla luce di una estesa revisione critica della corrente letteratura, un caso clinico di psoriasi cutanea ed artrite psoriasica (AP) nella sua variante mutilante (poliarticolare, simmetrica, destruente ed erosiva) che interessava mani, piedi e colonna vertebrale, riguardante un paziente di 56 anni, venuto alla nostra osservazione per la presenza di obesità androide e diabete lieve del tipo 2. Abbiamo valutato il sistema HLA del nostro paziente, evidenziando la presenza di un corredo HLA-A3-Ax, B14-B63 e Cw4Cw6 e confermando la presenza di antigeni HLA che predispongono all'AP.La psoriasi cutanea è una dermopatia infiammatoria cronica, che si osserva a tutte le età ed interessa approssimativamente il 2% delle popolazioni in Occidente. Nel 5-7% dei pazienti coesiste con alterazioni articolari o un quadro di vera e propria artrite. L'AP è un'artropatia infiammatoria cronica sieronegativa, che può insorgere in pazienti con psoriasi, che può coinvolgere le articolazioni periferiche od assiali (spondiloartropatia) e può portare a grave distruzione articolare. L'interazione di fattori genetici, immunologici ed ambientali (infezioni o traumi) gioca un ruolo importante nello sviluppo e nell'espressione clinica dell'AP. Sebbene dal punto di vista clinico sia piuttosto monomorfa, la malattia può presentarsi con una serie di sottogruppi eterogenei, con differenze nella loro patogenesi. Quando si sospetta un'AP, bisogna raccogliere un'accurata anamnesi familiare, ricercare attentamente le lesioni cutanee specifiche, escludere un'artrite settica (specialmente se la lesione è monoarticolare) e nei casi di malattia fulminante bisogna sempre sospettare la coesistenza di un'infezione HIV.L'AP non è una condizione sempre benigna; infatti, esistono forme molto aggressive, deformanti e disabilitanti, nelle quali l'approccio al trattamento (con riferimento ad incisività e precocità) dovrebbe essere simile a quello per l'artrite reumatoide. Non esistono al momento cure definitive, ma la maggior parte dei pazienti con AP riesce a condurre una vita quasi normale e non esiste un'aumentata mortalità (se si escludono i casi gravi di psoriasi eritrodermica o pustolosa generalizzata). Numerosi sono però i problemi occupazionali e di morbilità, che rendono l'AP una malattia di grande interesse sociale.

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