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MINERVA MEDICA

Rivista di Medicina Interna


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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Medica 2000 Luglio-Agosto;91(7-8):141-6

lingua: Italiano

L'acido ursodesossicolico nella terapia delle epatiti croniche virali dopo trattamento con interferone

Porcaro G., Sannino C., Mastroianni M., Ciavattone A., Bartiromo D., Nascia S.


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Obiettivo. L'Interferone alfa rappresenta tutt'oggi l'unica terapia antivirale di provata efficacia nella terapia e nel controllo delle epatiti croniche da virus C; tuttavia solo il 25% dei pazienti trattati ricava una stabile e duratura risposta biochimica e/o sierologica poiché alla sospensione del trattamento fa seguito un rialzo dei valori di transaminasi. Gli Autori hanno inteso con il presente studio verificare se il trattamento con acido ursodesossicolico (UDCA) potesse essere di ausilio nel prevenire l'eventuale relapse susseguente alla sospensione dell'IFN.Sono statio studiati 36 pazienti affetti da epatite cronica HCVAb correlata sottoposti ad un ciclo di trattamento la cui schedula prevedeva 6 MU a giorni alterni di IFN a 2b seguiti da un analogo periodo con 6 MU. I 20 pazienti che presentarono una risposta sostenuta nel tempo furono arruolati in un trial clinico randomizzato in doppio cieco: braccio A=10 pazienti trattati con UDCA 300 mg b.i.d. per 12 mesi; braccio B=10 pazienti trattati con placeboFurono valutati in ambo i bracci valori di ALT ed HCV-RNA.Risultati. I risultati mostrarono che i soggetti trattati con UDCA ebbero un'incidenza di relapse statisticamente inferiore a quella dei soggetti trattati con placebo. Conclusioni. Tale effetto si realizza attraverso un duplice meccanismo: A) di tipo biochimico con una riduzione delle concentrazioni intraepatiche di acidi biliari idrofobici; B) di carattere immunologico dovuto ad una minor espressione cellulare di antigeni HLA di classe I e II.

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