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MINERVA MEDICA

Rivista di Medicina Interna


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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Medica 1998 September;89(9):309-14

lingua: Italiano

Edema Tester (Valutazione dell'edema negli arti inferiori)

Cesarone M. R. 1,4, Laurora G. 1,4, De Sanctis M. T. 1,4, Incandela L. 1,4, Steigerwalt R. 1,4, Belcaro G. 1,2,3,4

1 Casa di Cura «Pierangeli» - Pescara Centro di Angiologia e Chirurgia Vascolare
2 Università degli Studi «G. D’Annunzio» - Chieti Laboratorio di Microcircolazione (Direttore: Prof. A. Barsotti)
3 St. Mary’s Hospital - London
4 Progetto PAP-PEA - San Valentino (Pescara)


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Obiettivo. Obiettivo dello studio era la valutazione clinica di un apparecchio originale prodotto per valutare l’edema, l’ACI Medical, Edema Tester®, in modo semiquantitativo. ET1, base morbida in plastica con 2 protrusioni piramidali parallele poste sulla base in maniera inversa rispetto all’altezza. ET2, caratterizzato da due serie parallele di fori posti sulla base. ET si applica generalmente in regione perimalleolare interna, le protrusioni piramidali a contatto con la pelle, al di sotto della cuffia di uno sfigmomanometro. La cuffia viene gonfiata ad una pressione di 50 mmHg per 1-3 minuti poi viene rimossa. In base al grado di edema è possibile notare sulla cute segni diversi. ET1: i punti più alti delle protrusioni sono appena visibili nei soggetti normali e scompaiono in pochi minuti. Nell’edema moderato permane sulla cute circa la metà della protrusione piramidale. Quando l’edema è marcato la protrusione piramidale è interamente visibile. ET2: nei normali sono appena visibili piccoli segni sulla pelle che scompaiono in breve tempo. Negli arti con edema il numero dei fori visibili aumenta e nell’edema severo è possibile osservare il segno di tutti i fori.
Metodi. Per valutare in maniera semiquantitativa il grado di edema, può essere misurata la lunghezza dei segni sulla pelle o il numero dei fori visibili, proporzionali in genere al grado di edema. Il test è stato eseguito in 22 normali, 19 arti con varici, 22 pazienti con CVI e lipodermatosclerosi, 5 pazienti con linfedema iniziale primitivo ed 8 pazienti con linfedema cronico, marcato ed alterazioni cutanee. I risultati mostrano una differenza significativa tra soggetti normali e pazienti.
Conclusioni. In conclusione la valutazione dell’edema con ET può essere associata alla valutazione clinica e noninvasiva. Nella pratica generale la presenza di edema misurabile con ET indica la necessità di un trattamento. Il diverso grado dei segni osservabili sulla cute ed il tempo di scomparsa di essi possono rappresentare l’indicazione a diversi tipi e durata di trattamento.

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