Home > Riviste > Minerva Ginecologica > Fascicoli precedenti > Minerva Ginecologica 2014 February;66(1) > Minerva Ginecologica 2014 February;66(1):49-67

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

MINERVA GINECOLOGICA

Rivista di Ostetricia e Ginecologia


Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


eTOC

 

  CHIRURGIA GINECOLOGICA MINI-INVASIVA


Minerva Ginecologica 2014 February;66(1):49-67

lingua: Inglese

Gestione dell’iponatriemia nei pazienti neurochirurgici

Tarr M. E., Paraiso M. F. R.

Section of Urogynecology and Pelvic Reconstructive Surgery, Obstetrics, Gynecology, and Women’s Health Institute Cleveland Clinic, Cleveland, OH, USA


PDF  


L’iponatriemia è comune nei pazienti neurochirurgici ed è associata a morbidità e mortalità significativa. Finora il notevole impegno della ricerca non è riuscito a fornire una conoscenza approfondita della fisiopatologia sottostante l’iponatriemia in questa popolazione. Lo scopo di questo articolo è offrire una panoramica della nostra comprensione dell’iponatriemia nei pazienti neurochirurgici, i principi di gestione e le difficoltà affrontate dal medico nella gestione di tali pazienti. Le difficoltà della gestione di questi pazienti comprendono il fatto che: la sindrome da inappropriata secrezione di ormone antidiuretico (SIADH) e la sindrome cerebrale della perdita di sali (CSW) possono effettivamente rappresentare parti dello stesso spettro clinico; la difficoltà di distinguere tra CSW, SIADH e iponatriemia ipovolemica derivante da un normale meccanismo pressorio a causa della somministrazione di grandi volumi di liquido; l’iponatriemia può derivare dagli agenti terapeutici utilizzati in questi pazienti. Il trattamento dell’iponatriemia dipende da fattori quali la patologia neurochirurgica sottostante, se l’iponatriemia è acuta o cronica, e dallo stato di fluido del paziente. La soluzione salina ipertonica è un’opzione comune di trattamento. Altre opzioni di trattamento comprendono antagonisti del recettore della vasopressina 2 e steroidi, ma ampi studi prospettici sono necessari per valutarne adeguatamente l’efficacia e la sicurezza in ambito neurochirurgico. Tra tutte le difficoltà che presenta l’iponatriemia nei pazienti neurochirurgici, forse la più urgente è la necessità di una migliore comprensione dei meccanismi fisiopatologici sottostanti. Solo quando capiremo meglio questo fattore, sarà possibile adottare trattamenti più efficaci per l’iponatriemia in questa importante popolazione.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail

tarrm@ccf.org