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MINERVA GINECOLOGICA

Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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Minerva Ginecologica 2013 October;65(5):541-9

lingua: Inglese

Reflusso gastroesofageo in gravidanza: una review sistematica sui benefici dei farmaci antireflusso

Quartarone G.

Medical Affairs Manager and Scientific Service Manager, Novartis CH, Italy


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La prevalenza dei sintomi della malattia da reflusso gastroesofageo in gravidanza è molto alta, fino all’80%, con un picco massimo durante il terzo trimestre. Insieme a modifiche dello stile di vita, gli antiacidi e i farmaci antisecretivi, come gli inibitori di pompa protonica (IPP) e gli antagonisti del recettore H2 dell’istamina (H2A), sono prescritti comunemente nella popolazione adulta non gravida. In certi Paesi questi farmaci non sono ammessi durante la gravidanza o lo sono soltanto in alcune fasi. Le formulazioni contenenti alginato sono state usate per il trattamento sintomatico della pirosi retrosternale da decenni:normalmente contengono sodio o potassio bicarbonato. In presenza di acido gastrico, creano una zattera schiumosa che si posiziona al di sopra del contenuto gastrico. La zattera di alginato, durante gli episodi di reflusso, si sposta verso l’esofago al posto o al di sopra del contenuto gastrico prevenendo in maniera fisica il contatto del refluito gastrico con l’esofago. Le formulazioni contenenti alginato sono ammesse senza restrizioni anche in gravidanza: il loro profilo di sicurezza li rende una valida opzione considerando il rapporto rischio/beneficio per entrambi, partoriente e nascituro. Questa revisione sistematica si propone di esplorare l’uso di farmaci per il trattamento del reflusso gastro-esofageo (RGE) in gravidanza, tra cui quelli a base di alginato (alginate raft forming antireflux agents), mettendo in evidenza i vantaggi sia per la madre che per il feto. La ricerca elettronica è stata condotta in banche dati come Medline, PubMed, Ovid; i dati riguardanti i trattamenti del RGE in gravidanza, con particolare attenzione a quelli contenenti alginato (alginate raft forming antireflux agents). Dalla Letteratura riguardante l’uso dell’alginato in gravidanza, non sono stati evidenziati particolari rischi per entrambi, partoriente e nascituro, quando l’alginato è stato somministrato durante tutti i trimestri di gravidanza. Il meccanismo di azione fisico assicura la protezione esofagea, grazie a una schiuma, dal pH neutro, che galleggia nello stomaco, mantenendo valori di pH gastrico assolutamente fisiologici, senza interferire con i processi digestivi. Il sollievo sintomatologico è marcatamente migliorato durante le settimane di osservazione; i sintomi monitorati in tutti gli studi sono stati: pirosi restrosternale, rigurgito, dolore (toracico). Dopo quattro settimane di trattamento sono stati osservati scarsi o assenti cambiamenti nelle concentrazioni medie ematiche materne di sodio e di potassio. Non è stata adottata una dieta con iposodica o ipokaliemica. Non è stato osservato edema degli arti inferiori o aumento di peso corporeo. Nessun evento avverso correlato al farmaco in studio è stato riportato e tutti gli autori hanno concluso che l’alginato era sicuro per il nascituro. Ad oggi sono disponibili trattamenti farmacologici per il RGE come farmaci da banco (OTC), inclusi antiacidi, antisecretivi, quali IPP e H2A, e dispositivi medici, questi ultimi a base di alginato (ad esempio Reflubloc™, Novartis NCH Italy). Su questo prodotto in particolare, considerando la sua specifica indicazione in gravidanza, il suo profilo di sicurezza, l’assenza di restrizioni di somministrazione durante l’intero periodo della gravidanza, la sua modalità di azione fisica, rappresenta per il ginecologo un’opzione molto importante nel trattamento del RGE in gravidanza, prendendosi cura di entrambi gravida e feto. Gli agenti anti reflusso a base di alginato, sono sicuri ed efficaci nel trattamento del RGE in gravidanza.

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giuseppa.quartarone@novartis.com