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MINERVA GINECOLOGICA

Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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  UROGINECOLOGIA: UN AGGIORNAMENTO


Minerva Ginecologica 2013 February;65(1):53-67

lingua: Inglese

Complicanze della chirurgia del pavimento pelvico

Alvarez J. 1, Cvach K. 1, Dwyer P. 1, 2

1 Department of Urogynecology, Mercy Hospital for Women, Melbourne, Australia;
2 University of Melbourne, Victoria, Australia


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I disturbi del pavimento pelvico incidono sulla qualità della vita di milioni di donne in tutto il mondo. Esistono molte opzioni per il trattamento del prolasso pelvico e dell’incontinenza urinaria, dove la chirurgia rappresenta una delle strategie principali per la gestione di queste patologie. Sebbene sia raro, tutti gli interventi chirurgici comportano complicazioni, che possono causare morbilità e, raramente, mortalità. Queste complicazioni possono compromettere la qualità della vita nel lungo termine e costituire un onere finanziario per la paziente e il sistema sanitario. La chirurgia ricostruttiva del pavimento pelvico include complicanze perioperatorie, come lesioni agli organi vicini, emorragie e infezioni. Recentemente, l’Associazione Internazionale di Uroginecologia e l’International Continence Society hanno proposto una terminologia e una classificazione delle complicanze correlate alla chirurgia del pavimento pelvico femminile, sia con tessuto nativo, sia con impianti sintetici, per migliorare il controllo chirurgico e contribuire al confronto tra gli studi sulle procedure del pavimento pelvico. Le complicanze a lungo termine, come dolore pelvico e dispareunia, possono raggiungere il 25%. La chirurgia del prolasso associata a mesh può comportare risultati anatomici migliori, ma ciò è compensato dall’elevata percentuale di complicanze, in particolare l’esposizione del mesh, riferita essere tra il 3% e il 15%. Le procedure mini-invasive anti-incontinenza sono associate a una minore morbilità rispetto alle precedenti procedure addominali, ma non sono prive di complicanze. Le complicanze degli sling medio-uretrali comprendono esposizione del mesh (0,3%), disfunzione della minzione (7%) e urgenza de novo (25%). Il rischio e la gravità delle complicanze varia a seconda della procedura eseguita e delle caratteristiche della paziente e, di conseguenza, le pazienti devono essere informate di tali rischi, in caso contrario il medico sarà ritenuto responsabile. Questo non è mai stato più vero di adesso, con il dibattito in merito al valore del mesh transvaginale e delle procedure laparoscopiche per prolasso, i relativi rischi e benefici potenziali e le conseguenze medico-legali associate.

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