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Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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Minerva Ginecologica 2012 Ottobre;64(5):387-98

PROBLEMI CARDIACI IN GRAVIDANZA 

Embolia polmonare in gravidanza. Consensi e controversie

Benson M. D.

Department of Obstetrics and Gynecology, Feinberg School of Medicine, Northwestern University, Deefield, IL, USA

Gli episodi tromboembolici venosi (Venous thrombotic events, VTE) si presentano in 1-2 gravidanze su 10,000 e rimangono una delle principali cause di mortalità materna nei paesi sviluppati. I due maggiori fattori di rischio sono la propria storia personale e la trombofilia ereditaria. I test con il D-dimero per i VTE in gravidanza presentano un’alta percentuale di falsi positivi ed è stato segnalato almeno qualche caso di falso negativo. È necessario ricorrere all’ecografia a compressione per valutare la presenza di trombosi venosa profonda nelle donne in gravidanza e realizzare in seguito un imaging a risonanza magnetica del bacino per avere la certezza che l’esito del test sia negativo nel caso di un sospetto clinico molto alto. Nel caso di embolia polmonare, si deve ricorrere alla radiografia del torace per il triage dei pazienti nel caso di uno studio di ventilazione/perfusione realizzato a seguito di una radiografia normale, oppure per una angiografia polmonare TC realizzata a seguito di una anomala. Generalmente, il trattamento consiste nella somministrazione di eparina a basso peso molecolare per la durata di minimo sei settimane dopo il parto. La trombolisi è utile nei pazienti in pericolo di vita per embolia polmonare massiva. La profilassi del VTE in popolazioni a rischio rimane una grande area di incertezza. In particolare, la profilassi meccanica per tutte le donne che subiscono un cesareo presenta una scarsità di prove a supporto.

lingua: Inglese


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