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MINERVA GINECOLOGICA

Rivista di Ostetricia e Ginecologia


Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


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  MENOPAUSA E ANDROPAUSA


Minerva Ginecologica 2012 June;64(3):181-94

lingua: Inglese

Trattamento dell’osteoporosi nelle donne in postmenopausa

Christenson E. S. 1, Jiang X. 1, Kagan R. 3, 4, Schnatz P. F. 1, 2, 5, 6

1 Department of ObGyn, Reading Hospital and Medical Center, Reading, PA, USA;
2 Department of Internal Medicine, Reading, PA, USA;
3 East Bay Physicians Medical Group, Berkeley, CA, USA;
4 Department of ObGyn, University of California, San Francisco, CA, USA;
5 Departments of ObGyn, Jefferson Medical College, Thomas Jefferson University, Philadelphia, PA, USA;
6 Internal Medicine, Philadelphia, PA, USA


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Nelle donne sopra i 50 anni l’osteoporosi ha una prevalenza altissima poiché, con l’insorgenza della menopausa, viene a mancare l’influenza ormonale degli estrogeni sulla salute dell’osso. Le progressive modificazioni nella struttura, nella qualità e nella densità del tessuto osseo sono responsabili di fratture patologiche e di un aumento della morbilità e della mortalità nelle donne in postmenopausa. Questa review prende in esame la dichiarazione di posizione 2010 della North American Menopause Society (NAMS) e altre recenti pubblicazioni, con l’obiettivo di presentare un quadro sintetico dei dati e delle associazioni terapeutiche utilizzate per trattare le donne sopra i 50 anni affette da osteoporosi. Per esaminare gli studi e le linee guida più recenti sul trattamento dell’osteoporosi abbiamo condotto una ricerca su PubMed utilizzando i parametri Free Full Text, Humans, Female, Review, English, Middle Age (45-64 anni e 45+ anni), età 65+ anni, e selezionando le pubblicazioni degli ultimi cinque anni. Gli articoli sono stati classificati in ordine di importanza, ed è stata effettuata anche una ricerca manuale per ampliare ulteriormente il campo. Sebbene sia ancora da individuare il trattamento perfetto che permetta di guarire completamente questa malattia progressiva, molti progressi sono stati compiuti nella prevenzione delle fratture e nel miglioramento della qualità di vita. Nelle pazienti sottoposte a trattamento farmacologico è consigliato un supplemento di calcio e vitamina D, ma i trial clinici che ne hanno studiato l’efficacia riportano risultati non univoci. I bifosfonati sono considerati il trattamento di prima linea per l’osteoporosi, riducendo le fratture vertebrali del 40-70% e le fratture non vertebrali del 20-35%. La calcitonina ha mostrato risultati incoraggianti nei primi trials condotti nel 2000, con una riduzione del 33% delle fratture, ma tali risultati non si sono ripetuti e oggi questa opzione terapeutica è relegata a trattamento di seconda linea. La teriparatide è consigliata per le pazienti con osteoporosi severa ed ha mostrato di ridurre le fratture vertebrali del 65% e le fratture non vertebrali del 53%. I modulatori selettivi del recettore degli estrogeni (selective estrogen receptor modulators, SERMs) rappresentano un altro trattamento utile: si associano a una riduzione del 55% delle fratture vertebrali, ma non mostrano alcun vantaggio documentato per le fratture non vertebrali. Le forme di SERMs attualmente in commercio comprendono il raloxifene, disponibile negli Stati Uniti, e il bazedoxifene, disponibile in Europa. Gli estrogeni sono efficaci, consentendo una riduzione del 27% delle fratture, ma spesso vengono prescritti quando ne è richiesto l’uso concomitante per altri sintomi della menopausa, o nelle pazienti che manifestano intolleranza verso altre terapie per l’osteoporosi. Il denosumab, un anticorpo monoclonale recentemente approvato per il trattamento dell’osteoporosi nelle donne in postmenopausa, si associa ad una riduzione del 68% delle fratture vertebrali, e del 19% delle fratture non vertebrali. In conclusione, la dichiarazione di posizione NAMS 2010 offre un eccellente testo di riferimento per discutere le opzioni di trattamento con le pazienti. L’ottimizzazione dello stile di vita dovrebbe costituire il punto di partenza fondamentale per un buon approccio terapeutico. Quando è giustificato un intervento farmacologico, sono disponibili molte valide terapie che hanno dimostrato di ridurre il rischio di fratture nelle pazienti con osteoporosi. Qualunque piano di trattamento, tuttavia, sarà inefficace se la paziente non è collaborativa. Pertanto, è auspicabile che venga successivamente affrontata una discussione dettagliata su ogni intervento terapeutico, con presentazione dell’utilità e degli effetti collaterali. Un programma regolare di visite annuali, accompagnate da periodici esami DEXA, è importante per monitorare l’evoluzione della malattia, verificando la presenza o l’assenza di miglioramenti.

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