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Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Ginecologica 2012 Aprile;64(2):95-107

lingua: Italiano, Inglese

La chemioterapia con cisplatino e paclitaxel nel carcinoma della cervice localmente avanzato: ha ancora un ruolo questo regime nella terapia neoadiuvante?

Moioli M. 1, Papadia A. 2, Mammoliti S. 2, Pacella E. 2, Menoni S. 2, Menada M. V. 2, Ragni N. 2

1 Department of Obstetrics and Gynecology, University of Milan Bicocca, San Gerardo Hospital, Monza, Italy;
2 Department of Obstetrics and Gynecology University of Genoa, San Martino Hospital, Genoa, Italy


PDF  ESTRATTI


Obiettivo. La chemioterapia neoadiuvante seguita da chirurgia radicale nel cancro della cervice localmente avanzato rappresenta una promettente alternativa alla chemio-radioterapia concomitante. Obiettivo dello studio erano valutazione di efficacia e tossicità dello schema cisplatino e taxolo e individuazione di fattori predittivi di risposta alla terapia in pazienti sottoposte a chemioterapia neoadiuvante affette da cancro della cervice localmente avanzato.
Metodi. Sono state arruolate 14 pazienti affette da carcinoma della cervice uterina localmente avanzato (stadi IB2-IIB) sottoposte a tre cicli di cisplatino 75 mg/m2 e paclitaxel 175 mg/m2 seguiti da isterectomia radicale e linfoadenectomia pelvica bilaterale.
Risultati. Le tossicità riportate sono distribuite come segue: alopecia 100%, astenia 35,7%, nausea e vomito 14,3%, neutropenia 7,1%. Il tasso di ottima, parziale, assente risposta alla terapia è rispettivamente del 21,4%, 64,3%, 14,2% delle pazienti. Il 43% delle pazienti non ha ricevuto terapia adiuvante per la mancanza di fattori di rischio all’esame anatomopatologico del pezzo chirurgico. Lo stadio IIB, il diametro tumorale massimo <5 cm, la concentrazione di emoglobina >12 g/dl, e SCC <1,5 mg/dl sono correlati a una percentuale maggiore di risposta ma nessuno ha raggiunto la significatività statistica.
Conclusioni. La chemioterapia neoadiuvante con cisplatino e paclitaxel nel carcinoma della cervice localmente avanzato delle pazienti è risultata essere ben tollerata. Anche se il regime TIP ha dimostrato di essere più efficace dello schema TP in uno studio randomizzato, il secondo regime rimane una alternativa interessante per le pazienti in cui lo schema TIP venga ritenuto o si dimostri troppo tossico.

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