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MINERVA GINECOLOGICA

Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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Minerva Ginecologica 2011 Ottobre;63(5):429-37

lingua: Italiano

Incidenza di sindrome dell’ovaio policistico in giovani donne affette da steatosi epatica non alcolica

Ciotta L., Pagano I., Stracquadanio M., Formuso C.

Istituto di Patologia Ostetrica e Ginecologica Università degli Studi di Catania, Catania, Italia


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Obiettivo. Negli ultimi decenni numerosi studi hanno messo in evidenza un’importante correlazione fra Iperandrogenismo ed elevati livelli di insulinemia in molte pazienti affette da PCOS. La resistenza tissutale all’insulina (IR) determina aumentati livelli in circolo di quest’ormone ed è alla base della sindrome metabolica, caratterizzata anche dalla presenza di steatosi epatica (NAFLD), la quale è anatomo-patologicamente caratterizzata dall’accumulo di trigliceridi, sottoforma sia di macro che di micro-vescicole, in più del 5% circa degli epatociti. L’obiettivo del nostro studio è stato quello di valutare l’incidenza di NAFLD in giovani donne con PCOS, sia di peso regolare che in sovrappeso od obese.
Metodi. Sono stati valutati in particolare i livelli di glucosio, insulina a digiuno, il profilo lipidico e tutti gli Indici di funzione epatica; la severità e il grado di steatosi epatica sono stati stabiliti in base all’ecogenicità del parenchima epatico e alla visualizzazione o meno del circolo venoso intraepatico.
Risultati. Il nostro studio ha dimostrato che la NAFLD è una patologia frequente e comune in donne con ovaio policistico, soprattutto se con elevato BMI; è stata comunque riscontrata una percentuale d’incidenza del 40% in donne magre.
Conclusione. Poiché la steatoepatite è un fattore di rischio per lo sviluppo di cirrosi e di carcinoma epatocellulare, appare dunque prudente effettuare una valutazione ultrasonografica epatica in tutte le pazienti giovani affette da policistosi ovarica, indipendentemente dal loro BMI e dai risultati della valutazione sierologica epatica. Tale diagnosi collaterale alla diagnosi endocrina di policistosi appare importante giacchè questa categoria di soggetti potrebbe essere trattata sia con metformina che con tiazolidi onde ridurre e/o limitare sia l’IR che il danno epatico.

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