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MINERVA GINECOLOGICA

Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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Minerva Ginecologica 2011 Febbraio;63(1):39-46

lingua: Italiano

Applicazioni della proteomica in ambito ginecologico-ostetrico

De Seta F. 1,2, Banco R. 1, Guaschino S. 1, De Santo D. 1, Turrisi A. 1, Piva C. 1

1 Università degli Studi di Trieste, IRCCS Burlo Garofolo, Trieste, Italia;
2 Department of University Research, Des Moines University, Des Moines, IA, USA


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La proteomica è recentemente emersa come un valido approccio sia per la ricerca di biomarcatori sia per la comprensione dei meccanismi fisiopatologici che sottendono a patologie ginecologiche-ostetriche la cui patogenesi non è ancora perfettamente chiara. Al momento sono stati analizzati con successo diversi fluidi biologici e tessuti fetali, quali il plasma materno, il liquido amniotico, il fluido cervico-vaginale, l’urina, la saliva, i trofoblasti placentari, le membrane amnio-coriali e il sangue cordonale. Le potenzialità della proteomica in merito alla sindrome dell’ovaio policistico (polycystic ovary syndrome, PCOS) coinvolgono sia la scoperta di biomarcatori per una diagnosi più accurata della sindrome, sia l’identificazione, tra tutte le donne affette da PCOS, di quelle con maggior probabilità di risposta alla terapia e di quelle a maggior rischio di sviluppare complicanze future. L’approccio proteomico applicato alle pazienti con endometriosi permetterebbe non solo una diagnosi precoce non invasiva, ma anche una stadiazione della malattia e una predizione del rischio di infertilità. La proteomica coinvolge anche l’ambito oncologico, allo scopo di scoprire biomarcatori che consentano una diagnosi precoce e un inquadramento prognostico delle principali neoplasie genitali femminili. Infine, la proteomica potrebbe essere utile nella comprensione e nella predizione di complicanze ostetriche quali l’aborto spontaneo ricorrente, il parto pretermine e la preeclampsia. Tuttavia, sono necessari ulteriori studi su una coorte più ampia di pazienti prima di introdurre eventualmente questi biomarcatori nella pratica clinica.

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