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ULTIMO FASCICOLOMINERVA GINECOLOGICA

Rivista di Ostetricia e Ginecologia

Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index

Periodicità: Bimestrale

ISSN 0026-4784

Online ISSN 1827-1650

 

Minerva Ginecologica 2011 Febbraio;63(1):1-10

 ARTICOLI ORIGINALI

Il ruolo di un approccio chirurgico mini-invasivo nella diagnosi e trattamento della sterilità tubo-peritoneale in alternativa alla fivet

Marana R. 1,2, Ferrari S. 1, Merola A. 2, Astorri A. L. 2, Pompa G. 2, Milardi D. 2, Giampietro A. 3, Lecca A. 1, Marana E. 4

1 Dipartimento per la Tutela della Salute della Donna e della Vita Nascente, Policlinico Universitario Agostino Gemelli, Roma, Italia;
2 Istituto Scientifico Internazionale “Paolo VI” di Ricerca sulla Fertilità ed Infertilità Umana per una Procreazione Responsabile, Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma, Italia;
3 Divisione di Endocrinologia, Dipartimento di Patologia Medica, Policlinico Universitario Agostino Gemelli, Roma, Italia;
4 Dipartimento di Anestesiologia, Terapia Intensiva e Medicina d’ Urgenza, Policlinico Universitario Agostino Gemelli, Roma, Italia

Obiettivo. La sterilità di origine tubarica è responsabile del 25-35% dei casi di sterilità femminile. La causa principale del fattore tubo-peritoneale di sterilità è il danno determinatosi in pregressi episodi di malattia infiammatoria pelvica o a seguito di pregressi interventi chirurgici o di endometriosi. Scopo del lavoro è valutare i risultati di un approccio diagnostico/terapeutico mini-invasivo in pazienti con sterilità di sospetta o accertata origine organica in termini di gravidanze ottenute.
Metodi. Centoquarantatre pazienti sono state sottoposte a laparoscopia diagnostica od operativa, con salpingocromoscopia, colturali peritoneali od endometriali, salpingoscopia (quando indicata), associata ad isteroscopia diagnostica od operativa. Nove sono state sottoposte a minilaparotomia per miomi intramurali-sottomucosi o voluminosi/multipli miomi intramurali, previa isteroscopia e salpingocromoscopia. Le pazienti sono state successivamente contattate telefonicamente per ottenere informazioni sull’eventuale insorgere di una gravidanza e sul suo esito. Il follow-up medio è stato di 49 mesi (range da 11 a 118 mesi).
Risultati. Delle 152 pazienti, 61 donne hanno ottenuto la gravidanza (40%). Di queste, 27 pazienti hanno ottenuto più di una gravidanza. In totale, si sono ottenute 94 gravidanze. Ventitre gravidanze sono esitate in aborto (24%), 2 in gravidanza extrauterina e una paziente ha deciso per IVG dopo una diagnosi di sindrome di Down. In totale il 32% delle pazienti ha ottenuto un “bambino in braccio”.
Conclusioni. L’approccio diagnostico/terapeutico mini-invasivo permette alla donna il conseguimento della gravidanza in maniera naturale, fatto ancora più importante nelle coppie attente a considerazioni di tipo etico o religioso. Le percentuali di gravidanza ottenute sono superiori a quelle delle tecniche di fecondazione assistita in Italia. Quando efficace la chirurgia permette inoltre alla donna di ottenere gravidanze successive senza il bisogno di ulteriori interventi medici, con un tasso di aborto spontaneo e un decorso della gravidanza del tutto sovrapponibili a quelli della popolazione generale.

lingua: Italiano


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