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Minerva Ginecologica 2010 December;62(6):533-9

Copyright © 2010 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Diabete gestazionale e accelerazione della crescita fetale: l’induzione al travaglio versus la gestione di attesa

Alberico S. 1, Businelli C. 1, Wiesenfeld U. 1, Erenbourg A. 1, 2, Maso G. 1, Piccoli M. 1, Ronfani L. 2

1 Unit of Obstetrical Pathology, Department of Obstetrics and Gynecology, IRCCS Burlo, Garofolo, Trieste, Italy; 2 Epidemiology and Biostatistics Unit, IRCCS Burlo Garofolo, Trieste, Italy


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Obiettivo. Lo scopo del presente studio è comparare l’induzione al travaglio di parto a 38 settimane gestazionali versus la gestione di attesa, in donne con diabete gestazionale (GDM) in classe A1 e A2 e accelerazione della crescita fetale. L’esito primario dello studio è l’incidenza di taglio cesareo, mentre quelli secondari sono l’incidenza di macrosomia e gli outcome neonatali avversi.
Metodi. Lo studio eseguito è osservazionale e specificatamente è uno studio coorte retrospettivo. I dati sono stati raccolti tra il 1996 e il 2006, e sono stati valutati retrospettivamente tramite analisi delle cartelle cliniche. Le differenze tra i due gruppi di studio sono state valutate tramite test non parametrici per le variabili continue e test del χ2 nel caso di variabili categoriche.
Risultati. Nessuna differenza significativa è stata identificata tra il gruppo di donne che hanno subito induzione al travaglio rispetto a quelle gestite tramite attesa, in termini di incidenza di taglio cesareo. È stato altresì identificato un trend a favore dell’induzione per quanto riguarda l’incidenza di macrosomia e gli esiti neonatali, ma i risultati non sono statisticamente significativi.
Conclusioni. L’induzione al travaglio di parto a 38 settimane gestazionali nelle pazienti con GDM e accelerazione della crescita fetale non sembra determinare un incremento nell’incidenza di taglio cesareo rispetto alla gestione di attesa, specialmente in caso di obesità materna.

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