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Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Ginecologica 2010 Agosto;62(4):277-85

lingua: Italiano

L’outcome della gravidanza nella donna immigrata: studio retrospettivo

Salvador S. 1, Bertozzi S. 2, Londero A. P. 1, Driul L. 1, Da Riol R. 3, Marchesoni D. 1

1 Struttura Operativa Complessa Clinica di Ginecologia ed Ostetricia, Azienda Ospedaliero-Universitaria Santa Maria della Misericordia”, Udine, Italia;
2 Clinica di Semeiotica Chirurgica, Azienda Ospedaliero-Universitaria Santa Maria della Misericordia, Udine, Italia;
3 Struttura Operative Complessa di Neonatologia, Azienda Ospedaliero-Universitaria Santa Maria della Misericordia, Udine, Italia


PDF  ESTRATTI


Obiettivo. L’immigrazione femminile, e con essa anche il numero delle nascite da madre immigrata, sono una realtà in continuo aumento nel nostro paese. Obiettivo del nostro studio è quindi confrontare gli indici di benessere materno-fetale nelle gravide immigrate rispetto alle autoctone.
Metodi. Sono stati analizzati i dati CEDAP delle partorienti nella Clinica di Ostetricia e Ginecologia di Udine dal 2001 al 2008, i dati clinici dai DRG del 2008, e le cartelle cliniche del 2008 delle partorienti straniere, focalizzando l’attenzione su area geografica di provenienza, patologia ipertensiva e metabolica della gravidanza, sierologia materna, epoca gestazionale al parto, peso alla nascita, indice di Apgar, durata della degenza materna e neonatale.
Risultati. Le donne incluse nello studio sono state 13 352, tra cui 2 139 donne straniere, delle quali 363 hanno partorito nel 2008. L’area geografica di maggior provenienza immigratoria risulta l’Est Europa, seguito dall’Africa sub sahariana e dai Paesi arabi. I peggiori outcome della gravidanza sono stati riscontrati nelle donne Africane, che hanno la maggiore incidenza di ipertensione cronica, ipertensione gestazionale e preeclampsia e sviluppano più frequentemente diabete gestazionale, sebbene incidenze elevate vi siano anche nelle donne Est Europee ed Arabe. Le donne Africane sono, inoltre, più frequentemente sieropositive per HIV, hanno maggiore tendenza a partorire neonati pretermine, o gravemente pretermine, con peso e Apgar alla nascita sensibilmente inferiori rispetto a tutte le altre donne immigrate, per cui i tempi di degenza materna e neonatale delle Africane risultano più lunghi.
Conclusioni. È necessario intensificare il monitoraggio preconcezionale e durante la gravidanza, specialmente fra le madri africane, al fine di abbattere lo svantaggio materno-fetale rispetto alle altre donne.

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