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MINERVA GINECOLOGICA

Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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REVIEW  MEDICINA RIPRODUTTIVA - PARTE II


Minerva Ginecologica 2010 June;62(3):225-36

lingua: Inglese

Impatto dei leiomiomi uterini sulla funzione riproduttiva

Cook H. 1, Ezzati M. 2, Segars J. H. 3, McCarthy K. 3

1 Department of Obstetrics and Gynecology, Ronald Reagan UCLA Medical Center
Los Angeles, CA, USA;
2 Department of Obstetrics and Gynecology, Washington Hospital Center Washington DC, USA;
3 Program in Reproductive and Adult Endocrinology, NICHD, National Institutes of Health, Bethesda, MD, USA


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I leiomiomi uterini (fibromi, miomi) costituiscono una patologia benigna frequente dell’utero con una prevalenza compresa tra 8% e 18%. I tassi di prevalenza variano a seconda della razza, e i fibromi sono più frequenti nelle donne Afro-americane. I leiomiomi uterini possono essere presenti durante la gravidanza, più frequentemente di quanto si pensasse in passato, con tassi di prevalenza riportati fino al 10%. Recentemente, sono stati pubblicati studi che hanno chiarito la relazione esistente tra i fibromi uterini, la fertilità e i risultati ostetrici. In questo articolo, gli Autori propongono una revisione degli studi secondo cui i fibromi uterini, soprattutto i miomi sottomucosi e intramurali, alterano negativamente la fertilità e sono associati a risultati ostetrici negativi, tra cui: il dolore, il parto pretermine, l’abruptio placentae, la malpresentazione del feto, l’emorragia post-partum, e il parto cesareo. La miomectomia effettuata per fibromi sottomucosi e intramurali migliora signifi-cativamente i risultati in termini di fertilità, e dati recenti indicano la miomectomia come il trattamento di scelta per le donne che desiderano procreare. Per le donne che rifiutano il trattamento chirurgico, è disponibile un trattamento medico dei miomi. Il trattamento con gli agonisti del GnRH deve essere preso in considerazione, tuttavia farmaci di nuova generazione con minori effetti collaterali forniscono ai medici e alle pazienti più opzioni terapeutiche. Gli antagonisti del progesterone, i modulatori selettivi del recettore del progesterone, e gli inibitori delle aromatasi si sono dimostrati promettenti in termini di efficacia terapeutica. Le terapie non farmacologiche, come l’embolizzazione dell’arteria uterina o gli ultrasuoni RMN-guidati sono nuovi trattamenti che parrebbero essere efficaci per i fibromi uterini. Con una gamma cosi ampia di nuove ed emergenti opzioni terapeutiche, è importante per i medici capire quali fibromi meglio risponderanno ad uno specifico trattamento, in modo da individualizzare il trattamento più appropriato ed efficace per la singola paziente.

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