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MINERVA GINECOLOGICA

Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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Minerva Ginecologica 2010 April;62(2):85-90

lingua: Italiano

Variazioni del pH urinario in una popolazione di 13000 pazienti afferenti al SSN

Pigoli G. 1, Dorizzi R. M. 2, Ferrari F. 1

1 Laboratorio Analisi, Chimico-Cliniche e Microbiologia, Azienda “Istituti Ospitalieri”, Cremona, Italia;
2 Laboratorio Analisi,Chimico-Cliniche e Microbiologia, AUSL Forlì, Forlì-Cesena, Italia


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Obiettivo. La regolazione dei valori di pH intra- ed extracellulare gioca un ruolo fondamentale nel metabolismo dell’organismo umano. Mentre l’acidosi o l’alcalosi metabolica o respiratoria, con deviazioni dal range di normalità del pH del sangue compreso tra 7,36 e 7,44, sono condizioni pericolose per la vita, la cosiddetta acidosi latente è una condizione subclinica che è causata soprattutto da un elevato introito di proteine. Gli effetti patobiochimici dell’acidosi latente cronica possono essere l’osteoporosi, il diabete mellito, l’iperuricemia, la gotta o la riduzione della funzionalità renale. Dati recenti dimostrano che una dieta ricca di proteine e povera di elementi alcalini (frutta e vegetali) è spesso associata ad un basso pH delle urine, che può condurre all’osteoporosi.
Metodi. Al fine di valutare la relazione potenziale tra la nutrizione, il pH delle urine e il rischio di osteoporosi, abbiamo esaminato i valori del pH urinario in gruppi differenti per età di pazienti nell’ambito di uno studio epidemiologico che ha coinvolto 12 086 pazienti sottoposti a programma di screening da parte del Sistema Sanitario Nazionale Italiano (ASL di Cremona) nel 2007. Tutti i pazienti, maschi e femmine, sono stati suddivisi in tre gruppi: Gruppo 1, con range di età 10-44 anni; Gruppo 2, con range di età 45-64; Gruppo 3, con range di età 65-80 anni.
Risultati. L’analisi statistica ha evidenziato dati molto importanti con una differenza statisticamente significativa tra pazienti di sesso maschile e femminile nel secondo gruppo. Il valore medio del pH delle urine era 6,03 nel primo gruppo di donne, vs. 5,79 nel secondo gruppo di donne (P<0,001). È stato inoltre osservato che i valori di pH nel primo gruppo di donne erano maggiormente alcalini rispetto al valore medio nel primo gruppo di uomini (gli uomini solitamente assumono alimenti ricchi in proteine e acidificanti). Le donne appartenenti al secondo gruppo (pH 5,79) presentavano valori significativamente inferiori di pH delle urine, rispetto al secondo gruppo di uomini (pH 5,88). Poiché non vi erano differenze statisticamente significative tra i tre gruppi di pazienti di sesso maschile, questi dati indicano un’importante relazione tra il pH delle urine e alterazioni endocrine.
Conclusioni. Poiché il range di età del secondo gruppo di donne include il periodo menopausale, è ragionevole pensare che il deficit di estrogeni sia il responsabile della drastica riduzione dei valori del pH delle urine, e, soprattutto in questi gruppi di donne, un intervento nutrizionale con nutrienti alcalinizzanti (frutta e vegetali) o con supplementi alimentari alcalinizzanti è necessario.

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