Home > Riviste > Minerva Ginecologica > Fascicoli precedenti > Minerva Ginecologica 2009 Ottobre;61(5) > Minerva Ginecologica 2009 Ottobre;61(5):411-20

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

MINERVA GINECOLOGICA

Rivista di Ostetricia e Ginecologia


Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


eTOC

 

Il ritardo di crescita intrauterino: diagnosi e management. Una review  NOTE DI OSTETRICIA


Minerva Ginecologica 2009 Ottobre;61(5):411-20

lingua: Inglese

Il ritardo di crescita intrauterino: diagnosi e management. Una review

Rizzo G., Arduini D.

Department of Obstetrics and Gynecology,Tor Vergata University, Rome, Italy


PDF  


Il ritardo di crescita intrauterino (intrauterine growth restriction, IUGR) rappresenta il fallimento per il feto nel raggiungere il suo potenziale di crescita geneticamente determinato e può essere secondario a fattori materni, placentari, fetali o ad agenti esterni. In presenza di IUGR non vi è solo un rischio aumentato di mortalità e morbilità perinatale ma vis sono anche rischi a lungo termine nella salute del soggetto affetto. Lo IUGR è sospettato clinicamente quando con l’ecografia si evidenziano valori delle biometria, simmetria e peso fetale inferiori alla norma. L’esclusione di anomalie strutturali e cromosomiche associato ad uno studio Doppler della circolazione materna e fetale è il modo più efficace per porre una diagnosi differenziale tra il feto IUGR secondario ad insufficienza placentare da quello secondario ad aneuploidie, sindromi genetiche o infezioni intrauterine. In questa review viene riportato lo stato attuale di conoscenza sull’ emodinamica fetale in gravidanza complicate da IUGR a la correlazione tra emodinamica e severità della patologia. È prevedibile che una migliore conoscenza delle modificazioni emodinamiche che avvengono nel feto IUGR porterà a dei protocolli di monitoraggio più adeguati ed ad una scelta del momento del parto basato sul rapporto dei rischi fetali e neonatali.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail