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MINERVA GINECOLOGICA

Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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Minerva Ginecologica 2009 Giugno;61(3):239-44

lingua: Inglese

Difetti cardiaci congeniti nelle gravidanze gemellari

Campbell K. H., Copel J. A., Ozan Bahtiyar M.

Section of Maternal-Fetal Medicine Department of Obstetrics and Gynecology Yale University School of Medicine, New Haven, USA


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Con i progressi nella tecnica ecografica, la diagnosi di malformazioni fetali, in particolare dei difetti cardiaci congeniti (congenital heart defects, CHD) sta diventando una pratica comune. Attualmente un elemento fondamentale dell’assistenza ostetrica è rappresentato dall’utilizzo dell’ecografia per valutare la corionicità nelle gravidanze multiple. Data la differenza tra l’incidenza e i tipi di complicanze legate alle gravidanze di placentari e monoplacentari, la diagnosi precoce di corionicità è un aspetto critico per determinare il tipo di assistenza e di counselling che una paziente deve ricevere durante la gravidanza. La diagnosi precoce di corionicità consente di determinare più accuratamente il rischio di CHD nelle gravidanze monoplacentari. Da tempo è noto che le gravidanze gemellari comportano un rischio elevato di malformazioni congenite, tra le quali i CHD. Tuttavia, solo recentemente è stato possibile determinare la loro incidenza in base alla corionicità. Studi precedenti sul rischio di malformazioni, tra cui i CHD, hanno utilizzato il sesso come proxy di corionicità, sovrastimando di conseguenza la prevalenza di gemelli monoplacentari, perché in circa i due terzi di tutte le gravidanze gemellari (comprese quelle discorioniche) il sesso dei gemelli è identico. Nei Paesi sviluppati il tasso di gravidanze gemellari è in aumento. Le tecniche di fecondazione assistita (assisted reproductive technology, ART) sono in parte responsabili dell’aumentata incidenza delle gravidanze gemellari. Mentre molte delle gravidanze risultato dell’impiego di ART sono gemellari discorioniche, c’è un’evidenza che le ART aumentano il rischio di gravidanze gemellari monoplacentari. Attualmente non è tecnicamente fattibile, non è pratico, fare uno screening ecocardiografico fetale per tutte le gravidanze. Di conseguenza, molti centri eseguono lo screening ecografico perinatale su donne che presentano fattori di rischio tali da porle in pericolo di avere un rischio maggiore di portare in grembo un feto con CHD. In questo gruppo “a rischio elevato” viene quindi eseguito l’ecocardiogramma fetale. I lavori scientifici disponibili circa il rischio di CHD nelle gravidanze gemellari monoplacentari indirizzano fortemente nella direzione di un aumento significativo del rischio nella popolazione generale, pariallo 0,5-0,8%. L’ecocardiografia fetale è tecnicamente fattibile nelle gravidanze gemellari e sta diventando sempre più disponibile. Le gravidanze gemellari monoplacentari dovrebbero essere sottoposte a screening con ecocardiografia fetale.

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