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MINERVA GINECOLOGICA

Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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  ENDOSCOPIA GINECOLOGICA


Minerva Ginecologica 2009 Giugno;61(3):201-13

lingua: Inglese

Chirurgia uterina nell’emorragia postpartum

Hackethal A., Tcharchian G., Ionesi-Pasacica J., Muenstedt K., Tinneberg H.-R., Oehmke F.

1 Department of Obstetrics and Gynecology Justus-Liebig-University of Giessen Giessen, Germany
2 Department of Obstetrics and Gynecology Pius Hospital, Oldenburg, Germany


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L’atonia uterina rappresenta la causa principale di emorragia primaria postpartum. Il riconoscimento tempestivo e l’intervento sono fondamentali per la prevenzione della grave morbidità e mortalità materne. Le combinazioni delle terapie conservative e mediche sono efficaci e rappresentano opzioni terapeutiche di successo nella maggior parte dei casi. Tuttavia, quando l’emorragia persiste e quando compaiono anormalità della coagulazione o instabilità emodinamica, il passo successivo deve essere un intervento di tipo invasivo. A seconda del tipo di parto si può procedere con un approccio per via vaginale dopo parto spontaneo (ad esempio con curettage e tamponamento uterino) o con un approccio chirurgico per via addominale dopo parto cesareo (ad esempio con suture comprimenti e devascolarizzazione sistematica). La compressione uterina con suture è altamente efficace e rappresenta una procedura d’emergenza mirata e facile, che consente di conservare la fertilità. L’ultima possibilità in tutti i casi di emorragia persistente dopo interventi conservativi e chirurgici è rappresentata dall’isterectomia d’emergenza. In caso di emergenza potrebbe essere vantaggioso eseguire un’isterectomia subtotale o sopracervicale rispetto a quella totale.

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