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MINERVA GINECOLOGICA

Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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  ENDOSCOPIA GINECOLOGICA


Minerva Ginecologica 2009 June;61(3):173-86

Copyright © 2009 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Aggiornamenti sulla chirurgia vaginale laparoscopica, robotica e mini-invasiva nella riparazione del pavimento pelvico

Ross J. W. 1, Preston M. R. 2, 3

1 Center for Female Continence Department Obstetrics and Gynecology David Geffen School of Medicine, UCLA, USA 2 Center for Female Continence and Minimally Invasive Pelvic Surgery The GYN Center for Women’s Health Waterbury, CT, USA 3 Department of Obstetrics and Gynecology University of Connecticut School of Medicine Farmington, CT, USA


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La chirurgia laparoscopica avanzata ha segnato l’inizio della chirurgia pelvica mini-invasiva. Questa tecnica ha condotto allo sviluppo dell’isterectomia, della colposospensione, della riparazione paravaginale, della sospensione uterosacrale e della sacrocolpopessi per via laparoscopica, senza un’incisione laparotomica. Le pazienti operate per via laparoscopica riferiscono una significativa riduzione del dolore postoperatorio, hanno una ridotta degenza ospedaliera postoperatoria, e un più rapido ritorno alle normali attività quotidiane. Questi vantaggi hanno reso l’approccio laparoscopico molto attraente per le pazienti. La laparoscopia avanzata richiede, tuttavia, particolari abilità chirurgiche e nelle prime fasi di sviluppo le possibilità di apprendimento non erano facilmente disponibili. La laparoscopia avanzata è stata sviluppata da medici praticanti, invece di seguire i più usuali canali accademici. La necessità di un addestramento particolare ne ha impedito una diffusa accettazione. Nondimeno tramite l’addestramento da medico a medico e corsi di addestramento tenuti da istituzioni, essa è continuata a crescere e attualmente è stata incorporata nei corsi di studi della maggior parte delle scuole di medicina. In questi ultimi anni, è nato un nuovo interesse nella laparoscopia, grazie allo sviluppo dell’assistenza robotica. La visione 3D e i bracci robotici articolati a 720 gradi hanno reso anche le suture più complesse molto più facili da eseguire. Ad esempio, la sacrocolpopessi laparoscopica robot-assistita è alla portata della maggior parte dei chirurghi. Questo settore è così innovativo che troppo pochi dati sono disponibili per darne al giorno d’oggi una valutazione precisa. È comunque chiaro che la laparoscopia e anche le procedure robot-assistite non hanno tutte un’indicazione nella chirurgia del pavimento pelvico. Le procedure condotte per via laparoscopica richiedono un prolungato tempo operatorio e molte pazienti che richiedono un intervento chirurgico sul pavimento pelvico presentano delle comorbilità che controindicano anestesie di lunga durata. La chirurgia vaginale mini-invasiva si è sviluppata dal concetto della sostituzione tissutale con protesi sintetiche. Inizialmente, i fogli di protesi sintetiche venivano preparati su misura da parte dei medici per riparare il compartimento vaginale anteriore e posteriore. L’impiego di protesi da parte di chirurghi generali per la riparazione delle ernie è servito da modello per la uroginecologia. Inoltre, vi sono stati dei rapidi miglioramenti nei biomateriali e kits specializzati sono stati sviluppati dall’industria. L’obiettivo di questo articolo è di presentare un aggiornamento in chirurgia laparoscopica uroginecologica, di quella robotica e della chirurgia vaginale mini-invasiva.

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