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Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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REVIEW  


Minerva Ginecologica 2008 Dicembre;60(6):509-28

lingua: Inglese

Isteropessia: una review

Ridgeway B., Frick A. C., Walter M. D.

Obstetrics, Gynecology and Women’s Health Institute, Cleveland Clinic, Cleveland, OH, USA


PDF  ESTRATTI


Il prolasso uterino è un problema comune nelle donne, che influenza negativamente la loro qualità della vita. Comunemente il trattamento chirurgico prevede un’isterectomia seguita da una sospensione della volta vaginale di vario tipo. L’isteropessia per il trattamento del prolasso uterovaginale ha una lunga storia, era già eseguita nell’800 ed è andata incontro a molte modificazioni. La letteratura scientifica recente descrive gli approcci per via vaginale, addominale a cielo aperto e per via laparoscopica. L’isteropessia vaginale sacrospinosa è ben supportata dalla letteratura scientifica. I decorsi post-operatori favorevoli variano dal 62% al 100% e dati ulteriori dimostrano una qualità della vita e una vita sessuale migliorate. Le conseguenze anatomiche sembrano essere paragonabili all’isterectomia per via vaginale con sospensione sacrospinosa della volta vaginale. Inoltre, sono state descritte gravidanze con decorso favorevole. Anche la sacroisteropessia, eseguita con un’incisione laparotomia o per via laparoscopica, ha evidenziato dati favorevoli, con tassi di risoluzione del problema varianti tra il 91 e il 100%. Gli studi a favore di questa procedura descrivono anche i miglioramenti della qualità della vita e della vita sessuale. Le complicanze correlate a queste procedure sono simili a quelle descritte dopo sospensione della volta vaginale utilizzando tecniche paragonabili, sebbene la maggior parte degli studi descriva tempi operatori più brevi e minori perdite di sangue. Al momento, l’isteropessia, sia per via transvaginale che per via addominale, sembra essere una procedura sicura, con risultati accettabili nelle donne che desiderano la conservazione dell’utero. Con l’aumento della popolarità di queste procedure e con dati sempre più disponibili, le domande relative alla scelta delle pazienti, alla durata chirurgica, ai decorsi dopo le gravidanze e alle complicanze correlate al rischio di patologie uterine troveranno probabilmente una risposta.

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