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ULTIMO FASCICOLOMINERVA GINECOLOGICA

Rivista di Ostetricia e Ginecologia

Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index

Periodicità: Bimestrale

ISSN 0026-4784

Online ISSN 1827-1650

 

Minerva Ginecologica 2008 Dicembre;60(6):493-507

 REVIEW

Gestione chirurgica del prolasso uterino

Park A. J., Paraiso M. F. R.

Section of Female Pelvic Medicine and Reconstructive Surgery, Cleveland Clinic, Cleveland, OH, USA

La gestione chirurgica del prolasso uterino richiede una procedura di sospensione apicale, con o senza asportazione dell’utero. Le opzioni per il trattamento chirurgico del prolasso uterino prevedono l’approccio a cielo aperto, laparoscopica o per via vaginale. Le procedure di sospensione apicale per via vaginale comprendono la sospensione uterosacrale della volta vaginale, la fissazione del legamento sacrospinoso, la sospensione della fascia ileococcigea e la culdoplastica secondo McCall o Mayo. La colpopessia ad domino-sacrale può essere eseguita per via laparotomia o per via laparoscopica. Le tecniche che prevedono la conservazione dell’utero comprendono la procedura Manchester, l’isteropessia sacrospinosa, l’isteropessia sacrale per via laparoscopica e la sospensione uterosacrale della volta per via laparoscopica. La maggior parte dei dati soggettivi ed oggettivi relativi ai decorsi di queste procedure per il trattamento del prolasso derivano da studi retrospettivi non controllati. Attualmente non esiste una procedura che venga considerata lo standard di riferimento per il trattamento del prolasso uterino. Di conseguenza, la procedura ottimale per trattare il prolasso uterino dipende dai difetti specifici che sono presenti nonché da altri fattori quali l’età della paziente, le comorbidità, il livello di attività della paziente, il suo desiderio di avere gravidanze in futuro, un pregresso intervento chirurgico per prolasso, le preferenze della paziente e, non ultime, l’abilità e l’esperienza del chirurgo con i diversi tipi di procedure.

lingua: Inglese


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