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MINERVA GINECOLOGICA

Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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Minerva Ginecologica 2008 August;60(4):295-8

lingua: Inglese

Parto pretermine e rottura prematura delle membrane in 80 pazienti sottoposte a conizzazione: dati preliminari

Patrelli T. S., Anfuso S., Vandi F., Valitutto S., Migliore M., Salvati M. A., De Ioris A., Condemi V., Fadda G. M., Bacchi Modena A., Nardelli G. B.

Department of Obstetrics, Gynecology and Neonatology, University of Parma, Parma, Italy


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Obiettivo. La neoplasia cervicale intraepiteliale presenta un picco d’incidenza nelle donne in età riproduttiva. Le tecniche di escissione ed ablazione cervicale, effettuate tramite lama fredda, laser o LEEP rappresentano le metodiche chirurgiche conservative alle quali oggi si ricorre per un intervento radicale che tuttavia consenta di preservare la funzionalità cervicale e la fertilità. Queste tecniche chirurgiche nonostante la loro ridotta invasività potrebbero associarsi ad aumento di parto pretermine nelle gravidanza successive l’intervento. Molti studi su eventuale associazione di tali metodologie e outcome delle successive gravidanze hanno mostrato risultati conflittuali e non ancora chiari. lo scopo dello studio è quello di valutare se la clonizzazione rappresenti un fattore di rischio per parto pretermine.
Metodi. È stato condotto uno studio retrospettivo su un campione di 80 pazienti sottoposte a conizzazione con successivo instaurarsi e proseguire di gravidanza singola. Le variabili di cui si è tenuto conto nell’analizzare tale campione sono state: data dell’intervento, pregressi interventi chirurgici, tempo intercorsi tra la conizzazione la gravidanza, procedura chirurgica utilizzata, durata della gravidanza, epoca gestazionale alla nascita, modalità di parto, grading istologico e profondità del cono asportato.
Risultati. Nel nostro gruppo di studio 45 donne sono state sottoposte a conizzazione mediante LEEP, 32 con lama fredda, 3 con laser CO2. In 11 casi la profondità del cono è risultata inferiore ad 1 cm, e nei restanti casi maggiore ad 1 cm. Abbiamo osservato 8 parti pretermine: 5 tra le 28 e le 34 settimane, 2 a meno di 28 settimane e 1 tra le 34 e le 37 settimane.
Conclusioni. Dai risultati preliminari di questo studio si può dedurre che la percentuale di parti pretermine risulta essere del 10% e, quindi pienamente nel range del 6-15% stimato per donne che non hanno subito questo intervento.

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