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ULTIMO FASCICOLOMINERVA GINECOLOGICA

Rivista di Ostetricia e Ginecologia

Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index

Periodicità: Bimestrale

ISSN 0026-4784

Online ISSN 1827-1650

 

Minerva Ginecologica 2008 Giugno;60(3):255-61

 CASI CLINICI

Ematoma subamniotico: 3D e color Doppler nella diagnosi differenziale delle masse placentari e dell’outcome fetale

Volpe G. 1, Volpe N. 2, Fucci L. 3, Campobasso G. 4, De Robertis V. 4, Schonauer L. M. 2, Volpe P. 4

1 Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia Presidio Ospedaliero “Di Venere”, Bari, Italia
2 Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia, DIGON, Università degli Studi di Bari, Bari, Italia
3 Unità Operativa di Anatomia Patologica, Presidio Ospedaliero “Di Venere”, Bari, Italia
4 Unità Operativa Dipartimento di Medicina Fetale e Diagnosi Prenatale, Presidio Ospedaliero “Di Venere”, Bari, Italia e Ospedale “Sarcone”, Terlizzi, Bari, Italia

L’obiettivo di questo studio è stato quello di valutare il ruolo del 3D e del color Doppler (CD) nella diagnosi prenatale e nel management dell’ematoma subamniotico. Si tratta di uno studio condotto da gennaio 2006 a gennaio 2008 su cinque gravidanze caratterizzate dalla presenza di una grossa massa protrudente dalla superficie fetale della placenta. Il 3D e il CD venivano utilizzati al fine di valutare l’aspetto ecografico della massa, la sua continuità con il piatto coriale e con il tessuto sottostante, e la presenza di vascolarizzazione nel contesto della massa in esame. L’aspetto ecografico della massa in esame, protrudente dal piatto coriale, si modificava da prevalentemente solida nell’ematoma subamniotico di recente formazione a prevalentemente cistica nell’ematoma subamniotico cronico. Nei casi studiati l’ematoma subamniotico non si associava a eventuali anomalie cromosomiche e strutturali del feto alla nascita. L’utilizzazione del 3D nella diagnosi e nel monitoraggio delle masse in esame fu determinante sia nella valutazione dell’aspetto ecografico della massa che nella definizione della sua continuità con il piatto coriale. Il CD risultò conclusivo nel definire l’assenza di vascolarizzazione nella componente solida dell’ematoma subamniotico. La diagnosi differenziale va posta tra ematoma subamniotico di recente formazione e corioangioma, il quale si presenta vascolarizzato e si associa a FGR, polidramnios, parto prematuro e un aumento delle alfa-fetoproteine nel siero materno; dirimente ai fini diagnostici sarà l’utilizzazione del CD, tecnica che metterà in evidenza nel corioangioma la presenza di vascolarizzazione, che sarà assente nell’ematoma subamniotico. Il 3D è indispensabile nel definire la continuità tra massa solida endocistica e tessuto placentare. L’aspetto dell’ematoma subamniotco cronico sarà quello di una formazione prevalentemente cistica, sporgente dal piatto coriale e contenente echi organizzati di dimensioni ridotte rispetto al resto della cisti, da riferire al coagulo endocistico ben organizzato e/o a depositi di fibrina. La diagnosi differenziale va posta con la cisti placentare e con la pseudocisti del cordone ombelicale situata all’altezza dell’inserzione del funicolo sul piatto coriale; tali cisti si presentano omogeneamente transoniche e prive di echi organizzati solidi nel loro interno. La diagnosi differenziale tra l’ematoma subamniotico e la pseudocisti del cordone ombelicale è importante, perché quest’ultima compare tardivamente nel secondo trimestre e si associa frequentemente non solo a cromosomopatia ma anche ad outcome perinatale infausto.

lingua: Italiano


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