Home > Riviste > Minerva Ginecologica > Fascicoli precedenti > Minerva Ginecologica 2008 Giugno;60(3) > Minerva Ginecologica 2008 Giugno;60(3):231-8

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

MINERVA GINECOLOGICA

Rivista di Ostetricia e Ginecologia


Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


eTOC

 

ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Ginecologica 2008 Giugno;60(3):231-8

lingua: Italiano

Ritardo di accrescimento intrauterino e outcome della gravidanza

Driul L., Londero A. P., Della Martina M., Papadakis C., Campana C., Pontello D., Citossi A., Marchesoni D.

Clinica di Ostetricia e Ginecologia, Azienda Ospedaliero-Universitaria, “S. Maria della Misericordia”, Udine, Italia


PDF  


Obiettivo. Lo scopo di questo studio prospettico condotto su 3 537 gravidanze singole, 219 (6,2%) delle quali complicate da ritardo di crescita intrauterino (intrauterine growth restriction, IUGR), è stato quello di evidenziare i fattori di rischio legati a tale complicanza e l’outcome neonatale.
Metodi. La significatività statistica è stata valutata attraverso il Wilcoxon Test o il Kruskall-Wallis, χ2 test oppure ANOVA (significatività statistica per P<0,05) e le correlazioni calcolando il coefficiente di Spearman.
Risultati. Il diverso gruppo etnico, l’attività lavorativa, l’uso saltuario di alcool e fumo non presentavano una correlazione statisticamente significativa con l’Apgar al 1° minuto di vita e con il peso alla nascita del neonato. Il calcolo ecografico del peso fetale mediante la formula Hadlock sottostimava il peso reale alla nascita con una differenza statisticamente significativa (P<0,05). Le pazienti con feti affetti da IUGR sono state sottoposte a taglio cesareo con maggior frequenza rispetto ai controlli (P<0,05).
Conclusioni. Nelle gravidanze caratterizzate da ritardo di crescita intrauterino la difficoltà maggiore rimane la diagnosi accurata e precoce di tale complicanza, la ricerca delle possibili cause (in particolar modo placentari) e delle condizioni di rischio associate. L’obiettivo è ridurre i rischi fetali, applicando un management clinico appropriato in particolar modo nelle decisione del momento e del tipo di parto.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail