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MINERVA GINECOLOGICA

Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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Minerva Ginecologica 2008 Aprile;60(2):143-54

lingua: Inglese

Diagnostica per immagini nei tumori ginecologici

Bhosale P., Iyer R.

Department of Diagnostic Radiology, M.D. Anderson Cancer Center, Houston, TX, USA


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Negli ultimi decenni i progressi della diagnostica per immagini si sono susseguiti in modo stupefacente e attualmente i medici hanno a disposizione diverse modalità per esaminare il corpo umano. Queste tecniche possono essere utilizzate per facilitare la diagnosi, la stadiazione e il follow-up delle pazienti oncologiche. L’aumentata complessità della radiologia diagnostica rappresenta una sfida per i radiologi e gli oncologi che devono utilizzare questi strumenti con un buon rapporto clinico costo-beneficio. L’obiettivo finale è quello di offrire un esame sicuro e affidabile, che fornisca informazioni cliniche rilevanti per la gestione di ogni singolo paziente. Attualmente, l’ecografia, la tomografia computerizzata (TC), la risonanza magnetica (RM) e la tomografia ad emissione di positroni (positron emission tomography, PET) vengono utilizzate per valutare le pazienti con tumori ginecologici. Gli autori si sono posti come obiettivo quello di fornire una visione d’insieme delle tecniche disponibili nella clinica e di discutere i relativi punti di forza e di debolezza. Questo articolo riassume la performance diagnostica (sensibilità, specificità, probabilità positiva e negativa) della ecografia, della TC, della RM e della PET/TC nella diagnosi di diverse patologie tumorali, e non, ginecologiche. L’ecografia rappresenta l’indagine di prima scelta ed essa viene utilizzata per differenziare le masse annessiali maligne da quelle benigne e per caratterizzare i tumori annessiali quali la cisti dermoide, l’endometrioma, il corpo luteo emorragico, ecc., per la diagnosi di patologie intrauterine in pazienti con sanguinamenti uterini anomali e per confermare o escludere la patologia pelvica nelle pazienti con dolore pelvico. La RM può avere un ruolo nell’evidenziare l’estensione della malattia e può essere di aiuto per la stadiazione locale dei tumori ginecologici. La TC può essere utilizzata per evidenziare le patologie extrapelviche e la PET/TC può essere di aiuto nel rilevare metastasi a distanza, per selezionare le candidate adatte all’intervento chirurgico.

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