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MINERVA GINECOLOGICA

Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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CASI CLINICI  


Minerva Ginecologica 2008 Febbraio;60(1):91-4

lingua: Inglese

Complicanza tardiva in impianto transotturatorio: ascesso e miosite

Leanza V., Garozzo V., Accardi M., Molino A., Conca M., Basile A.

Department of Obstetrics and Gynecology, University of Catania, Italy


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L’obiettivo del presente studio è quello di descrivere una rara complicanza tardiva della TOT: ascesso associato a miosite. Il caso clinico include una donna di 53 anni multipara, sottoposta ad intervento di impianto transotturatorio (transobturator tape, TOT) nel 2004, si è presentata presso il Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia (Università di Catania, Italia) con una erosione tardiva della mesh in polipropilene associata a crescente dolore alla gamba sinistra, difficoltà alla deambulazione, febbre e persistente incontinenza urinaria da stress. La paziente riferiva dolore lancinante a partenza dal legamento inguinale sinistro con irradiazione alla gamba sinistra. I muscoli otturatore interno e adducente della coscia sinistra erano interessati dal processo flogistico. Gli ultrasuoni e la risonanza magnetica mostravano chiaramente il percorso della mesh attraverso i muscoli otturatori e mettevano in evidenza la miosite associata ad ascesso. La paziente fu trattata con la rimozione della protesi in polipropilene attraverso l’erosione vaginale ed entro 3 settimane si osservò una riduzione della sintomatologia clinica. Sebbene sia stata messa a punto per ridurre al minimo la morbidità chirurgica, la TOT non è una procedura scevra da rischi. Come per tutte le slings in materiale sintetico esiste il rischio di erosione con successiva infezione limitrofa. A causa della rarità di tale complicanza, abbiamo condotto un’attenta valutazione di tale condizione. L’erosione può predisporre la paziente a complicanze secondarie: ascesso e miosite con conseguente grave difficoltà alla deambulazione. La diagnosi attraverso tecniche di imaging è molto efficace. L’imaging ecografico è un metodo importante nella valutazione della situazione del pavimento pelvico, tuttavia la risonanza magnetica permette una più attenta visualizzazione dei tessuti. Questo caso ha documentato non soltanto il fallimento della TOT nel trattamento dell’incontinenza urinaria, ma anche le preoccupazioni associate a tale procedura. Il presente studio rafforza l’osservazione che l’erosione sintomatica è una tardiva complicanza invalidante delle tecniche mini-invasive.

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