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MINERVA GINECOLOGICA

Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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REVIEW  SINDROME DELL’OVAIO POLICISTICO


Minerva Ginecologica 2008 February;60(1):83-9

lingua: Inglese

Approccio basato sull’evidenza per l’utilizzo dell’ecografia nella gestione della sindrome dell’ovaio policistico

Nardo L. G., Gelbaya T. A.

Department of Reproductive Medicine, Central Manchester and Manchester Children University Hospitals NHS Trust, Saint Mary’s Hospital, Manchester, UK


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La sindrome dell’ovaio policistico (polycystic ovary sindrome, PCOS) è un’endocrinopatia complessa che colpisce il 5-10% della popolazione femminile in età riproduttiva, con un ampio spettro di fenotipi. Gli aspetti cardine sono rappresentati dall’iperandrogenismo, dalla disfunzione ovulatoria e/o dall’aspetto policistico dell’ovaio (polycystic ovary: PCO). I tre criteri diagnostici maggiori della PCOS sono stati proposti dal National Institute of Health (NIH 1990), dal Rotterdam European Society for Human Reproduction and Embriology/American Society for Reproductive Medicine in un Consensus Workshop Group sponsorizzato sulla PCOS (ESHRE/ASRM 2003) e dalla recente task force dell’Androgen Excess Society (AES 2006). Un ovaio con aspetto PCO non è un prerequisito per la diagnosi di PCOS. L’obiettivo di questa review è di valutare l’evidenza disponibile per chiarire il ruolo dell’ecografia nella diagnosi e nella gestione della PCOS. L’evidenza conferma una correlazione positiva tra aspetti ecografici e indici biochimici di PCOS, suggerendo che l’ecografia possa giocare un ruolo nel predire la gravità e la prognosi della PCOS. Recenti progressi nel settore ecografico hanno portato ad una modificazione dell’enfasi sull’importanza relativa del volume totale ovarico, del numero di follicoli e delle modificazioni dello stroma ovarico nella diagnosi di PCO. In particolare, il rapporto tra area stremale/area totale (S/A) sembra avere la miglior performance diagnostica per l’iperandrogenismo. L’ecografia tridimensionale (3D) è una modalità della diagnostica per immagini relativamente nuova che ha la potenzialità di migliorare la sensibilità e la specificità dell’ecografia senza aggiungere molto alla gestione pratica della sindrome. Oltre al suo ruolo nella definizione di PCO, l’ecografia è utile per predire la fertilità nelle pazienti sottoposte a trattamento.

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