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MINERVA GINECOLOGICA

Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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Minerva Ginecologica 2008 February;60(1):7-13

Copyright © 2008 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

L’ecografia transvaginale dopo svuotamento cavitario durante il I trimestre di gestazione e riduzione delle complicanze da incompleta revisione cavitaria strumentale

Caserta L. 1, Labriola D. 2, Torella M. 2, Di Caterina B. 2

1 Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia, Azienda Ospedaliera di Gorizia, Gorizia
2 Dipartimento di Scienze Ginecologiche, Ostetriche e della Riproduzione, Seconda Università di Napoli, Napoli


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Obiettivo. L’obiettivo di questo studio è stato quello di valutare in che percentuale l’utilizzo dell’ecografia transvaginale post interruzione volontaria di gravidanza (IVG) con revisione cavitaria strumentale (RCS) riduca l’incidenza di eventi emorragici correlati ad un incompleto svuotamento cavitario durante il I trimestre di gestazione.
Metodi. Si tratta di uno studio prospettico randomizzato che coinvolge 720 donne che nel periodo compreso tra gennaio 2005 e gennaio 2007 si sottoposero a svuotamento cavitario durante il I trimestre di gestazione. Il gruppo-studio coinvolgeva 360 donne che venivano sottoposte ad ecografia transvaginale con l’utilizzo dell’apparecchio ecografico Toshiba JustVision 400 alla fine della procedura chirurgica; il gruppo-controllo conteneva anch’esso 360 donne che, al contrario, non si sottoposero ad esame ecografico al termine della procedura chirurgica. Nel gruppo-studio, laddove l’esame ecografico condotto con sonda transvaginale mise in evidenza una rima endometriale di spessore ?8 mm, si ricorreva ad un recurettage. Le pazienti venivano poi sottoposte ad ulteriore controllo, mediante esame ginecologico e ultrasonografico, 5-8 giorni dopo la procedura chirurgica.
Risultati. L’indice di complicazioni nel complesso era del 3.2%. I prodotti ritenuti del concepimento si riscontrarono in 2 donne nel gruppo studio (0,5%) e in 13 donne nel gruppo controllo (3,6%, P<0,0.05). Casi di sanguinamento vaginale richiedente ospedalizzazione si riscontrarono in 2 donne nel gruppo studio (0,5%) contro 6 nel gruppo controllo (1,6%, P=0,2). Casi di endometrite furono diagnosticati in una sola donna nel gruppo studio (0,3%) contro 5 nel gruppo controllo (1,4%) e la perforazione uterina si verificò in una sola donna nel gruppo controllo contro nessun caso nel gruppo studio. Non vi furono casi di prodotti del concepimento ritenuti in donne che presentavano uno spessore endometriale <8 mm, misura ottenuta con l’ausilio dell’ecografia alla fine della procedura chirurgica.
Conclusioni. L’utilizzo dell’esame ecografico, condotto con l’ausilio della sonda transvaginale immediatamente dopo lo svuotamento uterino nel corso del I trimestre di gravidanza, può ridurre notevolmente l’incidenza sia di emorragie post-IVG da incompleto svuotamento uterino sia del numero complessivo di complicanze. Di notevole importanza risulta la valutazione dello spessore endometriale. Qualora questo, alla fine del procedimento chirurgico, risulti ?8 mm, è opportuno effettuare un recurettage della cavità uterina.

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