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MINERVA GINECOLOGICA

Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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Minerva Ginecologica 2007 Dicembre;59(6):595-9

lingua: Italiano

Taglio cesareo, tecniche e materiali di sutura della cute

Croce P., Frigoli A., Perotti D., Di Mario M.

Divisione di Ginecologia ed Ostetricia, Civico Ospedale di Codogno, Lodi, Italia


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Obiettivo. Lo scopo del presente studio è stato quello di confrontare l’esito, le complicanze ed i costi di tre tecniche di sutura cutanea durante taglio cesareo (TC).
Metodi. Trecentodieci donne gravide sottoposte a taglio cesareo dal 2003 al 2007, sono state suddivise in tre gruppi: a 98 pazienti è stata praticata sutura intradermica con filo non riassorbibile, a 90 pazienti è stata praticata sutura con punti metallici e a 112 pazienti con 2-Octyl Cianoacrilato (2-OCA). Le suture chirurgiche sono state controllate a 4 gg e a 2 mesi dall’intervento, verificando il risultato estetico, la compliance della paziente, la tenuta della breccia, le reazioni allergiche, le infezioni della sutura ed i costi complessivi delle singole tecniche.
Risultati. Lo studio non ha messo in evidenza differenze significative per quanto riguarda la tenuta della sutura ed il risultato estetico. La compliance è stata migliore nelle pazienti che hanno fatto uso di 2-OCA. Il costo complessivo riferito alla sola sutura è stato minore nelle pazienti che hanno avuto una sutura intradermica con filo non riassorbibile.
Conclusioni. Dal nostro studio si evince che nel TC secondo Stark, la sutura cutanea con 2-OCA ha dei vantaggi in termini di compliance della paziente, mentre la sutura intradermica è più economica con esiti estetici sovrapponibili alle altre tecniche.

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