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Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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Minerva Ginecologica 2007 Ottobre;59(5):505-11

 ARTICOLI ORIGINALI

La morte intrauterina: esperienza in un centro terziario

Bastianelli B., Carrara S., Filippi V., Rapiti S., Ripani A. E., Farris M.

Dipartimento di Scienze Ginecologiche Perinatologia e Puericultura, I Scuola di Specializzazione, in Ginecologia ed Ostetricia, Università “la Sapienza” Roma, Roma, Italia

Obiettivo. Allo scopo di ottenere un quadro della situazione relativa alle morti intrauterine (MI) in un centro terziario sono stati esaminati tutti i casi riscontrati nella Divisione di Patologia Ostetrica del Dipartimento di Scienze Ginecologiche Perinatologia e Puericultura dell’Università “La Sapienza” di Roma, per il periodo compreso tra il gennaio 1993 ed il dicembre 2006.
Metodi. Di ogni caso sono stati raccolti i dati relativi a: età della paziente, parità, paese d’origine, età gestazionale al momento della MI, condizioni cliniche pregravidiche, patologie insorte in gravidanza, eventuali terapie ed esame autoptico del feto. Per la valutazione e sistematizzare dei dati ottenuti, sono state prese in considerazione sia la classificazione NICE (Neonatal and Intrauterin Death Classification according to Etiology) che la ReCoDe (Relevant Condition at Death); la prima si è meglio adattata alla nostra casistica.
Risultati. Su un totale di 25 892 parti, si sono avute 186 morti intrauterine, cioè il 7,2 ‰. Nel 1999 si è avuta una riduzione del numero di parti di circa il 30%, dovuta ad una contrazione dei posti letto. Le MI hanno fluttuato fino al 2001, dopodiché si è avuta una sostanziale diminuzione del loro numero.E’ stata riscontrata un’alta percentuale di MI per cause non spiegate (26,9%).
Conclusioni. Tale risultato rende necessario in futuro studiare tutti i casi giunti all’osservazione, utilizzando il più adatto parametro di classificazione, e soprattutto raccogliere completamente tutti gli elementi, centralizzando la raccolta dei dati.

lingua: Italiano


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