Home > Riviste > Minerva Ginecologica > Fascicoli precedenti > Minerva Ginecologica 2007 August;59(4) > Minerva Ginecologica 2007 August;59(4):427-39

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

MINERVA GINECOLOGICA

Rivista di Ostetricia e Ginecologia


Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


eTOC

 

REVIEW  


Minerva Ginecologica 2007 August;59(4):427-39

lingua: Italiano

Trattamento di fibromioma dell’utero mediante embolizzazione bilaterale dell’arteria uterina. Stato dell’arte

Lupattelli T. 1, 2, Clerissi J. 1, 2, Basile A. 3, Minnella D. P. 1, Donati Sarti R. 4, Gerli S. 4, Di Renzo G. 4

1 Dipartimento di Radiologia Interventistica, Multimedica Holding, Sesto San Giovanni, Milano, Italia
2 Dipartimento di Radiologia e Radiologia Interventistica, Università di Perugia, Perugia, Italia
3 Dipartimento di Radiologia e Radiologia Interventistica, Ospedale Ferrarotto, Catania, Italia
4 Struttura Complessa di Ginecologia e Ostetricia, Universita degli Studi di Perugia, Perugia, Italia


PDF  


I fibromi uterini sono comuni neoplasie della pelvi femminile. L’embolizzazione dell’arteria uterina (EAU) è una procedura minimamente invasiva che può essere utilizzata in pazienti selezionate in alternativa alla miomectomia convenzionale e all’isterectomia per i leiomiomi uterini sintomatici, riducendo o eliminando i sintomi correlati al leiomioma (sanguinamento, massa e/o dolore). Per bloccare completamente il rifornimento arterioso al fibroma, l’EAU viene tipicamente eseguita su entrambe le arterie uterine. Ad un anno di follow-up, l’utero si può ridurre fino ad un massimo del 55%. Tuttavia, può verificarsi una ricrescita del fibroma. Il tasso di complicanze maggiori e di amenorrea in seguito a questa procedura è basso, nella maggior parte delle casistiche pari a 1-3,5% e 1-7% rispettivamente. In realtà, il tasso di amenorrea in donne di età superiore ai 45 anni pare maggiore. Le donne che desiderano successivamente una gravidanza dovrebbero essere avvertite delle potenziali complicanze correlate all’EAU durante la gravidanza. Nonostante la mancanza di studi controllati di confronto dell’EAU con la chirurgia convenzionale e nonostante la scarsità dei dati di outcome a lungo termine, l’EAU è stata rapidamente accettata, principalmente poiché essa preserva l’utero, è meno invasiva e presenta una minore morbilità a breve termine rispetto alle principali opzioni chirurgiche. Questa revisione si concentra sulle recenti pubblicazioni in tema di EAU e ne conclude che tale procedura costituisce una sicura opzione terapeutica, che fornisce un sostanziale beneficio sia nella qualità di vita salute-relata, sia nel controllo dei sintomi per la maggior parte delle pazienti, con un tasso molto basso di complicanze maggiori. Ogni centro che offra l’EAU dovrebbe aderire alle linee guida cliniche pubblicate, mantenere una continua valutazione di misure di miglioramento della qualità e seguire dei ristretti criteri per poter ottenere l’approvazione alla procedura. Il ginecologo è probabilmente il principale ed iniziale interlocutore per le pazienti con dei sintomi da miomi. Pertanto, i ginecologi dovrebbero avere familiarità con le indicazioni, i criteri di esclusione, l’outcome atteso e le complicanze dell’EAU. Quando l’isterectomia sia la sola opzione, l’EAU dovrebbe essere attentamente considerata. Allo stato attuale, sono necessari i risultati di studi clinici randomizzati controllati di confronto tra EAU e chirurgia. Gli attuali sforzi volti a fornire una valutazione prospettica oggettiva degli outcome terapeutici e delle complicanze dell’EAU aiuteranno ad ottimizzare le opzioni per le pazienti e le linee guida cliniche.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail