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MINERVA GINECOLOGICA

Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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REVIEW  AGGIORNAMENTI SUL CARCINOMA DELLA MAMMELLA


Minerva Ginecologica 2007 Agosto;59(4):403-14

lingua: Inglese

Riproduzione assistita e carcinoma della mammella

Sonmezer M., Atabekoglu C.

Division of Reproductive Endocrinology, Department of Obstetrics and Gynecology, Ankara University School of Medicine, Ankara, Turkey


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Il carcinoma della mammella è la neoplasia più frequente nelle donne in età riproduttiva. Sebbene sia ben conosciuto il legame causale tra estrogeni e cancro mammario, l’impatto dell’induzione dell’ovulazione sul rischio di sviluppare il cancro mammario resta ancora da chiarire. Uno degli effetti avversi a lungo termine della chemioterapia adiuvante citotossica recentemente riconosciuto è l’insufficienza ovarica prematura e l’infertilità, che compromettono entrambi significativamente la qualità di vita delle pazienti che sopravvivono. Grazie a significativi sviluppi nelle tecnologie di riproduzione assistita, queste pazienti possono trarre beneficio da un’ampia gamma di opzioni per la preservazione della fertilità. La tecnica più affermata è la criopreservazione dell’embrione; la criopreservazione dell’ovocita può essere presa in considerazione nelle donne sole; entrambe le tecniche richiedono almeno 2 settimane di stimolazione ovarica a partire dall’inizio del ciclo mestruale. I nuovi protocolli di stimolazione ovarica con tamoxifene e letrozolo possono essere impiegati per aumentare il margine di sicurezza per quanto riguarda i tumori mammari sensibili agli estrogeni. Quando non vi è tempo per l’induzione dell’ovulazione, si può criopreservare tessuto ovarico per un successivo trapianto senza ritardi nella terapia citostatica. Il beneficio in termini di protezione ovarica derivante dagli analoghi dell’ormone rilasciante le gonadotropine non è provato ed è inverosimile e, pertanto, questo trattamento non è raccomandato come unico metodo di preservazione della fertilità.

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