Home > Riviste > Minerva Ginecologica > Fascicoli precedenti > Minerva Ginecologica 2007 Agosto;59(4) > Minerva Ginecologica 2007 Agosto;59(4):387-401

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

MINERVA GINECOLOGICA

Rivista di Ostetricia e Ginecologia


Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


eTOC

 

REVIEW  AGGIORNAMENTI SUL CARCINOMA DELLA MAMMELLA


Minerva Ginecologica 2007 Agosto;59(4):387-401

lingua: Inglese

Effetti della terapia ormonale sulle funzioni cognitive in pazienti affette da carcinoma della mammella: revisione della letteratura

Schilder C. M. T., Schagen S. B.

Department of Psychosocial Research and Epidemiology, Netherlands Cancer Institute, Antoni van Leeuwenhoek Hospital, Amsterdam, The Netherlands


PDF  


Secondo ricerche (pre)cliniche, gli estrogeni hanno un ruolo nelle funzioni cerebrali e cognitive. Si è, tra l’altro, ipotizzato che gli estrogeni abbiano un effetto benefico sui neurotrasmettitori coinvolti nei processi cognitivi, proteggano il cervello esercitando azioni anti-infiammatorie dopo un danno ischemico, promuovano la sopravvivenza delle cellule cerebrali, e incrementino il flusso ematico cerebrale e il trasporto di glucosio al cervello. Studi neurofisiologici mostrano fisiologiche modificazioni nei livelli di estrogeni associate a (piccoli) cambiamenti nelle funzioni cognitive, ad esempio durante il ciclo mestruale. Vi sono, comunque, risultati contradditori derivanti da studi in cui sono state praticate terapie estrogeniche, suggerendo che la somministrazione di estrogeni possa avere effetti sia positivi che negativi sulla funzione cognitiva. La terapia ormonale per il cancro mammario riduce i livelli di estrogeni o blocca i loro effetti promuoventi la crescita. Gli studi di neurofisiologia finora condotti, sebbene tra loro molto eterogenei nel disegno, misurazioni e soggetti arruolati, danno alcune indicazioni circa gli effetti sul sistema cognitivo: l’ovariectomia, il trattamento con analoghi del LHRH, l’anastrozolo e il tamoxifene sembrano essere associati con (piccoli) effetti negativi in alcuni tests. Non è chiaro se questi effetti siano reversibili e se la durata della terapia sia associata con la gravità degli effetti. Il raloxifene, attualmente studiato per la prevenzione del cancro mammario, non sembra avere effetti dannosi sulla funzione cognitiva. Per gli inibitori dell’aromatasi letrozolo ed esemestano non vi sono attualmente dati disponibili. Poiché l’ormonoterapia gioca un ruolo sempre maggiore nel trattamento del cancro mammario, si stanno espandendo le indicazioni d’impiego e i medici possono scegliere fra un largo spettro di trattamenti ormonali, i loro effetti potenziali sulla funzione cognitiva dovrebbero far parte delle valutazioni a lungo termine della sicurezza di questi farmaci.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail