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MINERVA GINECOLOGICA

Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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Minerva Ginecologica 2007 August;59(4):369-76

Copyright © 2007 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Trattamento chirurgico tension-free del cistocele: risultati di un follow-up di 24 mesi

Granese R. 1, Adile B. 2

1 Department of Obstetrics and Gynaecology, University of Messina, Messina, Italy 2 Urogynaecology Department, Villa Sofia-C.T.O. Hospital, Palermo, Italy


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Obiettivo. Lo scopo del nostro studio è stato analizzare la validità del trattamento chirurgico transvaginale del cistocele, moderato o severo, con una rete di prolene posizionata senza tensione sulla fascia prevescicale.
Metodi. Sono state analizzate, mediante una completa valutazione uro-ginecologica fisica e strumentale, 177 donne con prolasso genitale complesso, caratterizzato da cistocele di 2° grado, isterocele di 1° grado, rettocele di 1° grado o condizioni più severe. Contemporaneamente sono state eseguite varie procedure operative quali isterectomia transvaginale, correzione con sling per incontinenza urinaria da sforzo e correzione del rettocele.
Risultati. A 24 mesi di follow-up, su un totale di 169 pazienti che hanno completato lo studio, 19 (11%) presentavano una ricorrenza di cistocele (2° grado) e in 9 di esse, per un’erosione della parete vaginale, a 6 mesi di follow-up, è stata necessaria una rimozione della mesh; le rimanenti 150 (89%) sono state considerate guarite. Due pazienti (1%) hanno accusato una dispareunia persistente e, pertanto, sono state trattate con estrogeno terapia che ha migliorato la sintomatologia, senza farla scomparire del tutto; 10 pazienti (5,9%), tra le donne trattate solo per prolasso vescicale di 3° grado, hanno riferito incontinenza urinaria da sforzo di 1° grado. Non sono state osservate complicanze intraoperatorie.
Conclusioni. In base ai validi risultati ottenuti (89% di guarigione) dopo un periodo d’osservazione medio di 24 mesi, possiamo considerare questa tecnica chirurgica efficiente, con un basso indice di morbilità e una minima reazione di rigetto. Inoltre, tale procedura è di facile esecuzione, mini-invasiva, riproducibile e, pertanto, consigliabile in soggetti già operati per la stessa patologia o che presentano tessuto fasciale meiopragico.

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