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MINERVA GINECOLOGICA

Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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Minerva Ginecologica 2007 Aprile;59(2):191-8

lingua: Italiano

Il cerchiaggio cervicale e la medicina basata sull’evidenza: se, come e quando

Patella A. 1, Pergolini I. 2, Custo G. 3, Rech F. 2

1 Sezione di Ginecologia e Ostetricia, Dipartimento di Scienze Biomediche e Terapie Avanzate, Università degli Studi di Ferrara, Ferrara, Italia
2 Dipartimento di Scienze Ginecologiche Perinatologia e Puericultura, Università degli Studi di Roma La Sapienza, Roma, Italia
3 Clinica Ostetrica e Ginecologica, Università degli Studi di Perugia, Perugia, Italia


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Il cerchiaggio costituisce da sempre l’opzione terapeutica principale in presenza di una cosiddetta insufficienza cervicale, condizione notoriamente associata a un elevato rischio di aborto tardivo e/o parto pretermine. Si distinguono un cerchiaggio profilattico, da eseguirsi di elezione – in genere alla 13°-16° settimana di gravidanza - solo nei casi di anamnesi estremamente suggestiva per incompetenza cervicale (almeno 3 pregressi aborti tardivi e/o parti pretermine), e un cerchiaggio terapeutico. Quest’ultimo può venire effettuato sia d’urgenza (modificazioni morfometriche cervicali - raccorciamento e/o funneling - evidenziate mediante ecografia transvaginale dopo la 16°-20° settimana di gestazione) che in regime di emergenza (dilatazione asintomatica della cervice uterina pari ad almeno 2 cm e/o prolasso delle membrane amniocoriali). A tutt’oggi vi è, peraltro, carenza di trial controllati e randomizzati atti a dimostrare incontrovertibilmente i vantaggi del cerchiaggio cervicale terapeutico rispetto a una condotta più attendista. Il cerchiaggio può venire effettuato sia per via transvaginale, per lo più secondo la tecnica di Mc Donald, sia per via transaddominale. Quest’ultimo approccio trova indicazione quando un cerchiaggio per via transvaginale appaia velleitario a motivo di oggettive difficoltà tecniche legate alle condizioni del collo, oppure quando la gestante vanti una storia di uno o più cerchiaggi transvaginali non andati a buon fine. Interessanti prospettive sembrano attualmente venire offerte dal cerchiaggio per via laparoscopica, metodica rivelatasi sin qui efficace e inopinatamente sicura.

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