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MINERVA GINECOLOGICA

Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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Minerva Ginecologica 2007 April;59(2):183-90

lingua: Inglese

Corticosteroidi nella sindrome HELLP: quali evidenze?

Vidaeff A. C., Yeomans E. R.

Division of Maternal-Fetal Medicine, Department of Obstetrics, Gynecology and Reproductive Sciences, University of Texas-Houston Medical School, Houston, TX, USA


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La premessa fondamentale alla base della proposta di utilizzo dei corticosteroidi nella terapia della sindrome HELLP (Hemolysis, Elevated Liver enzymes and Low Platelets) risiede nel fatto che la pre-eclampsia è una condizione caratterizzata da un’inappropriata risposta infiammatoria sistemica materma e verosimilmente da un’alterazione immuno-mediata nella comunicazione materno-fetale e che i corticosteroidi hanno effetti anti-infiammatori ed immunosoppressori. Questo articolo prende in rassegna le evidenze alla base di questa ipotesi, concludendo che la somministrazione di corticosteroidi, sia nel pre-parto che nel post-parto, non migliora la prognosi delle gravidanze complicate da sindrome HELLP. Sono qui discussi anche i rischi associati a questo tipo di approccio, soprattutto in feti con ritardo di crescita ed assenza di flusso tele-diastolico. È stata analizzata la letteratura, pubblicata in lingua inglese tra il 1990 ed il 2006, inerente la terapia corticosteroidea nella pre-eclampsia e nella sindrome HELLP, attraverso la combinazione delle parole chiave “sindrome HELLP”, “pre-eclampsia”, “corticosteroidi” e “prognosi materna e fetale”. All’interno del database bibliografico MEDLINE sono stati trovati 9 studi rilevanti: una analisi retrospettiva, 7 trial randomizzati ed una meta-analisi. In assenza di ulteriori dati più convincenti, l’utilizzo dei corticosteroidi per la terapia della sindrome HELLP non dovrebbe essere praticato al di fuori di protocolli di studio approvati.

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