Home > Riviste > Minerva Ginecologica > Fascicoli precedenti > Minerva Ginecologica 2007 Aprile;59(2) > Minerva Ginecologica 2007 Aprile;59(2):139-49

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

MINERVA GINECOLOGICA

Rivista di Ostetricia e Ginecologia


Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


eTOC

 

REVIEW  


Minerva Ginecologica 2007 Aprile;59(2):139-49

lingua: Italiano

Infezione perinatale da HIV

Gardella B., Preti E., Zanchi S., Roccio M., Spinillo A.

Clinica Ostetrica-Ginecologica, Fondazione Policlinico San Matteo, Pavia, Italia


PDF  


L’infezione pediatrica da HIV è ancora la pandemia di maggior importanza, nonostante la riduzione sostanziale della trasmissione materno-fetale che si è verificata in Europa e nel Nord America. Il numero totale di persone che vivono con l’infezione da HIV è cresciuto nel 2004 fino a raggiungere i livelli più elevati: si stima che le persone infette siano 39,4 milioni. Questo numero sta crescendo in ogni regione, paragonato a due anni fa, con la maggior incidenza in Asia, nell’Est Europeo. L’Africa Sub-Sahariana resta di gran lunga la regione con incidenza maggiore, con 25,4 milioni di persone infette alla fine del 2004. L’epidemia sta interessando in numero crescente donne e ragazze in Africa: esse costituiscono quasi il 57% di tutti i soggetti infettati da HIV arrivando a un sorprendente 76% nell’area Sub-Sahariana. Questa review vorrebbe puntare l’attenzione sulle conoscenze attualmente disponibili riguardo al timing della trasmissione di HIV e sui risvolti che tali conoscenze potrebbero avere sulla prevenzione di quest’ultima. La trasmissione verticale può verificarsi durante la gravidanza, il travaglio, il parto e il post-partum, attraverso l’allattamento. Differenti fattori possono influire sulla trasmissione di HIV durante ciascuno di questi periodi e qualsiasi intervento messo in atto per ridurre la trasmissione richiede differenti strategie di prevenzione. Il rischio di trasmettere l’infezione da HIV dalla madre al feto può essere ridotto dal 15-20%, percentuale che si registra qualora non vengano attuati interventi preventivi, al meno del 2% grazie all’uso della terapia antiretrovirale durante la gravidanza, durante il travaglio e il periodo neonatale; grazie all’espletamento del parto per via addominale con taglio cesareo e la proibizione dell’allattamento. Ci sono fattori che si associano con un aumentato rischio di trasmissione perinatale del virus dell’immunodeficienza umana, questi includono: uno stadio avanzato di malattia materna; una bassa conta dei CD4+; una esposizione del feto al sangue materno; una prolungata rottura delle membrane; una carica virale aumentata nel sangue materno al momento del parto 56-59.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail