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MINERVA GINECOLOGICA

Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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REVIEW  


Minerva Ginecologica 2007 February;59(1):63-73

Copyright © 2007 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Sindrome dell’ovaio policistico e obesità: approcci non farmacologici

Orio F. 1, 2, Falbo A. 3, Grieco A. 1, Russo T. 3, Oppedisano R. M. 3, Sacchinelli A. 3, Giallauria F. 4, Santoro T. 5, Tafuri D. 6, Colao A. M. 2, Palomba S. 3

1 Dipartimento di Endocrinologia, Facoltà di Scienze Motorie, Università degli Studi di Napoli Parthenope, Napoli, Italia 2 Dipartimento di Endocrinologia ed Oncologia Molecolare e Clinica, Università degli Studi di Napoli Federico II, Napoli, Italia 3 Dipartimento di Ginecologia e Ostetricia, Università degli Studi di Catanzaro, Magna Graecia, Catanzaro, Italia 4 Dipartimento di Medicina Clinica, Scienze Cardiovascolari ed Immunologiche, Area Funzionale di Riabilitazione Cardiologia, Università degli Studi di Napoli Federico II, Napoli, Italia 5 Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università degli Studi di Milano, Milano, Italia 6 Corso di Metodi e Didattiche delle Attività Sportive, Facoltà di Scienze Motorie, Università degli Studi di Napoli Parthenope, Napoli, Italia


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Nelle pazienti con sindrome dell’ovaio policistico (polycystic ovarian syndrome, PCOS) l’obesità incide in un’alta percentuale di casi e rappresenta un importante fattore aggravante l’evoluzione clinica, in termini sia metabolici sia riproduttivi. Per queste pazienti trattamenti non farmacologici che abbiano come fine la riduzione del peso corporeo, quali la restrizione alimentare e l’esercizio fisico, rappresentano l’approccio terapeutico di prima linea. Lo scopo di questa review è analizzare le modificazioni dello stile di vita e di evidenziare l’efficacia degli stessi nel ridurre gli effetti negativi che la PCOS esercita sul metabolismo e sulla riproduttività. In particolare, sono stati messi a confronto, in donne sane e affette da PCOS, diversi tipi di dieta, quali quelle a basso indice glicemico, quelle a contenuto medio in carboidrati, iperproteiche e iperlipidiche, quelle a bassissimo contenuto in carboidrati e iperproteiche e, infine, le diete a contenuto medio in carboidrati e alto in grassi monoinsaturi. Nell’ottica di un approccio globale alla patologia sono stati inoltre valutati diversi regimi di attività fisica e l’utilità di una terapia comportamentale. I risultati ottenuti in donne sane suggeriscono che diete ad alto contenuto proteico e ridotto carico glicemico sarebbero da preferire alla convenzionale dieta a contenuto basso in grassi e alto in carboidrati. Sono necessari, tuttavia, nuovi studi per giustificare una tale affermazione in donne con PCOS. Analogamente, rimane ancora da dimostrare quale sia il regime d’esercizio fisico ottimale per donne con PCOS.

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