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MINERVA GINECOLOGICA

Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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Minerva Ginecologica 2006 December;58(6):459-70

lingua: Italiano

Aggiornamenti in tema di citoriduzione nel trattamento del carcinoma ovarico avanzato

Angioli R., Palaia I., Damiani P., Montera R., Benedetti Panici P.

1 Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia Università Campus Bio-Medico di Roma, Roma
2 Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia Università di Roma La Sapienza, Roma


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Il tumore epiteliale dell’ovaio rappresenta la neoplasia più aggressiva dell’apparato genitale femminile, con un tasso di sopravvivenza complessivo a 5 anni che varia dal 17% al 35%, se la malattia è in fase metastatica. La sua aggressività deriva dalla rapida e asintomatica diffusione in cavità addominale. Pertanto, nel 70% dei casi, si giunge alla diagnosi quando il tumore è già in fase avanzata (Stadio FIGO IIB-IV). Dai dati della letteratura internazionale emerge che il trattamento standard per il tumore avanzato dell’ovaio consiste in una chirurgia di citoriduzione ottimale di prima istanza seguita da chemioterapia adiuvante a base di platino. Nelle ultime decadi, comunque, vari Autori hanno riportato risultati incoraggianti sull’uso della chemioterapia neoadiuvante seguita da chirurgia d’intervallo. Già nel 1975, Griffiths evidenziava l’importanza della malattia residua (MR) dopo chirurgia citoriduttiva di prima istanza come fattore prognostico. Attualmente, la citoriduzione si definisce ottimale quando si ottiene una MR assente o microscopica. Tuttavia, la chirurgia per carcinoma ovarico è una chirurgia particolarmente aggressiva, che necessita di notevole abilità tecnica e di un completo background culturale dell’operatore. Vari studi hanno dimostrato come la frequenza di fattibilità di una chirurgia ottimale varia anche nell’ambito dei centri specializzati in ginecologia oncologica. Negli ultimi anni sono state messe a punte nuove tecnologie (come il Cavitron Ultrasonic Surgical Aspirator, CUSA, e il coagulatore a raggio argon) e nuove tecniche chirurgiche. Il tumore dell’ovaio è un tumore particolarmente chemiosensibile. La sua chemiosensibilità è stata oggetto di numerosi studi e protocolli in letteratura, alcuni tra i quali firmati European Organisation of Research and Treatment of Cancer (EORTC) and Gynecologic Oncology Group (GOG).

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