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Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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Minerva Ginecologica 2006 Ottobre;58(5):417-22

 ARTICOLI ORIGINALI

Trombofilia in gravidanza: evidenze clinico-sperimentali di uno stato trombofilico

Maiello M. 1, Torella M. 1, Caserta L. 1, Caserta R. 1, Sessa M. 2, Tagliaferri A. 2, Bernacchi M. 2, Napolitano M. 2, Nappo C. 2, De Lucia D. 2, Panariello S. 1

1 Dipartimento di Scienze Ginecologiche, Ostetriche e della Riproduzione Seconda Università degli Studi di Napoli, Napoli
2 Dipartimento di Patologia Generale Seconda Università degli Studi di Napoli, Napoli

Obiettivo. Il rischio di trombosi venosa è 5 volte più elevato in pazienti gravide rispetto a pazienti non gravide di età simile. La trombosi venosa durante il post partum è più nota di quella riscontrata in gravidanza. Le donne con alterazioni congenite, o che manifestano sindrome da anticorpi antifosfolipidi, hanno una rischo maggiore di presentare trombosi venosa durante una gravidanza o il puerperio. Lo sviluppo di eventi trombotici è molto più frequente in giovani donne gravide; ciò rappresenta uno dei maggiori disordini associati alla gravidanza. Il verificarsi di una corretta gravidanza richiede un giusto equilibrio tra coagulazione e fibrinolisi, inoltre occorrono adeguata stabilità e funzionamento della placenta. Lo spettro di indagine che misura il livello di trombina-formazione si basa su uno studio del processo coagulativo e/o fibrinolitico. Tale screening risulta utile nella diagnostica degli stati di ipercoagulatilità, come la trombosi durante la gravidanza. In questo lavoro sono stati ricercati i parametri della coagulazione e della fibrinolisi sia in donne gravide durante l’intero periodo gestazionale, con o senza abortività, sia in donne sane non gravide.
Metodi. Sono state studiate 39 pazienti campane, di età compresa tra 24 e 39 anni, in stato di gravidanza normale. Le pazienti sono state suddivise a seconda del trimestre di gravidanza (15 del primo trimestre, 13 del secondo, 11 del terzo). La selezione delle pazienti è stata condotta in collaborazione con il centro trasfusionale della Seconda Università di Napoli (SUN) per ottenere un gruppo più omogeneo di campioni. Come gruppo di controllo sono state selezionate 400 pazienti sane. Lo studio biochimico e i test emocoagulativi su plasma sono stati effettuati presso il Laboratorio di Emostasi del Primo Servizio di Analisi Chimico-Cliniche della SUN. Tutti gli esami sono stati eseguiti per ciascuna paziente e i risultati sono stati confrontati con i valori di controllo per ciascun test eseguito.
Risultati. Al termine dell’indagine sono stati osservati un incremento della proteina S, e del sistema fibrinolitico (t-PA/PAI-1), un incremento dei fattori VII, e VIII, del frammenti 1+2 della protrombina, e del D-dimero. Inoltre, significative differenze sono state osservate tre le donne con vario numero di eventi abortivi, in particolare una riduzione dei valori attinenti alla fibrinolisi, e un incremento di alcuni fattori regolatori della coagulazione.
Conclusioni. I dati ottenuti suggeriscono che un’elevata ipercoagulabilità risulta associata al termine di una gravidanza, sfociando spesso in un moderato rischio trombotico durante i trimestri della gravidanza stessa. Il follow-up dei marcatori fibrinolitici potrebbe rappresentare un utile strumento diagnostico per il corretto conseguimento della gravidanza.

lingua: Italiano


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