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MINERVA GINECOLOGICA

Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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Minerva Ginecologica 2006 Ottobre;58(5):393-403

lingua: Inglese

The position of neoadjuvant chemotherapy within the treatment of ovarian cancer

Van Gorp T., Amant F., Neven P., Berteloot P., Leunen K., Vergote I.

Division of Gynaecological Oncology Department of Obstetrics and Gynaecology University Hospitals Katholieke Universiteit Leuven, Belgium


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È chiaro che l’asportazione chirurgica primaria resta lo standard per il trattamento del carcinoma ovarico in stadio avanzato [Stadio II e IV secondo l’International Federation of Gynaecology and Obstretics (FIGO)]. L’asportazione chirurgica dovrebbe essere eseguita da un ginecologo-oncologo e dovrebbe mirare a non lasciare residui di tessuto tumorale (la cosiddetta “asportazione ottimale”). Negli ultimi decenni è aumentato l’interesse per l’utilizzo della chemioterapia neoadiuvante associata alla chirurgia citoriduttiva. La laparoscopia a cielo aperto rappresenta probabilmente lo strumento più affidabile per la valutazione dell’operabilità primaria o del tempo di chirurgia citoriduttiva. La terapia neoadiuvante può essere utilizzata per le pazienti nelle quali il tumore è stato asportato in modo subottimale a causa della sua estensione. In questa situazione, sulla base dello studio clinico randomizzato EORT-GCG, la citoriduzione eseguita da un chirurgo esperto migliora la sopravvivenza in alcune pazienti che non possono sottoporsi ad asportazione primaria ottimale. Sulla base dei dati dello studio GOG 152, la chirurgia citoriduttiva non sembra essere indicata nelle pazienti che hanno subito un tentativo di asportazione chirurgica primaria massimale da parte di un ginecologo-oncologo. La chemioterapia neoadiuvante può anche essere utilizzata come alternativa all’asportazione primaria. Nelle analisi retrospettive, la chemioterapia neoadiuvante seguita dalla chirurgia citoriduttiva non sembra peggiorare la prognosi, se paragonata all’asportazione primaria seguita da chemioterapia. Tuttavia, dovremo attendere i risultati dei futuri studi clinici randomizzati per sapere se la chemioterapia neoadiuvante seguita dalla chirurgia citoriduttiva rappresenti una buona alternativa all’asportazione primaria nelle pazienti in stadio IIIc e IV.

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