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MINERVA GINECOLOGICA

Rivista di Ostetricia e Ginecologia


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REVIEW  


Minerva Ginecologica 2006 October;58(5):371-80

lingua: Italiano

Trattamento laparoscopico delle masse cistiche annessiali

Marana R. 1, Ferrari S. 1, Scarpa A. 1, Muzii L. 2

1 Dipartimento per la Tutela della Salute della Donna e della Vita Nascente Facoltà di Medicina A. Gemelli Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma
2 Clinica Ginecologica e Ostetrica Università Campus Bio-Medico, Roma


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La laparoscopia operativa è diventata negli ultimi anni il gold standard per il trattamento chirurgico di numerose patologie benigne ginecologiche. Per quanto riguarda le cisti ovariche, tuttavia, l’utilizzo dell’approccio laparoscopico è stato a lungo dibattuto per la possibilità di riscontrare all’intervento un tumore ovarico maligno insospettato, con conseguente cambiamento di stadio da IA o IB a IC. In questa review si prendono in esame i parametri preoperatori che possono essere di aiuto nel selezionare le pazienti candidate all’intervento per via laparoscopica. In particolare si prendono in considerazione l’età della paziente, l’ecografia e la color Doppler flussimetria, il CA 125, e, da ultimi, i reperti alla laparoscopia. In una serie personale di 1.584 cisti in pazienti di età inferiore ai 40 anni, l’Autore ha riscontrato 7 casi di tumori borderline e 1 caso di adenocarcinoma mucinoso G1, mentre nessuna malignità è stata riscontrata in un gruppo selezionato di pazienti in postmenopausa. Questi dati sono stati confrontati con quelli presenti in letteratura. Per le cisti uniloculari va rispettato un periodo di attesa per ridurre al minimo la possibilità di intervenire inutilmente su una cisti funzionale. Non vi sono sicure evidenze che la tecnica dello stripping determini una riduzione della riserva ovarica quando attuata secondo criteri microchirurgici. Il timore di una possibile riduzione della funzionalità ovarica va bilanciato con i benefici dell’atto chirurgico, e, da ultimo, va sempre tenuto presente il rischio di una malignità inaspettata anche in cisti all’apparenza benigne, che può essere diagnosticata solo in caso di intervento chirurgico con esame istologico.

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